Vivara, dicono i geologi, è vecchia più di quarantamila anni.Eppure essa conserva intatto attraverso i secoli il suo fascino e il suo giovanile splendore, come ci mostra questa guida, conducendoci quasi per mano attraverso le epoche della sua storia e su per i suoi sentieri odorosi di mirto sacro a Venere, rallegrati dal velluto bianco e rosato dei cisti, cinti di festoni di caprifoglio che s'abbraccia a edere e corbezzoli, illuminati da un oceano di luce che s'apre ancor più nei suoi panorami mozzafiato.
Un miracolo, e quasi solo l'impegno di singoli
e di gruppi volontari ne ha preservato le bellezze fino ad oggi, strappandole
alle losche mire di chi non sa vedere altro nella Natura se non un terreno per
la realizzazione di progetti speculativi. Con pochissimo aiuto da parte delle istituzioni
allora latitanti, gruppi di studio e di ricerca hanno esplorato i segreti dell'isolotto,
contribuendo a farne meglio conoscere gli aspetti botanici, zoologici, geologici
e storici che ne fanno un unicum in Italia.
Contemporaneamente, s'è cercato, per quel che si poteva con le limitate forze e gli scarsissimi mezzi a disposizione, di evitare i vandalismi che sempre si scatenano nei luoghi abbandonati e privi d'una costante presenza tutelatrice, e di permetterne una disciplinata fruizione, soprattutto alle scuole e ai gruppi di studenti che volessero alimentare in sé stessi un vero e concreto amore per le meraviglie della natura sotto la guida dei loro docenti e di esperti del territorio.
Oggi Vivara diventa riserva naturale statale. Si spera e ci si augura che questo suo nuovo status giuridico, da anni invocato da più parti, e particolarmente da coloro a cui sta a cuore la sua reale salvaguardia, possa non rimanere un semplice atto formale, ma si trasformi presto in una serie di iniziative per una fattiva e concreta gestione libera da eccessive pastoie burocratiche, e che sappia coniugare le giuste esigenze della ricerca, della preservazione dell'ambiente e del costante controllo dell'ecosistema ivi instauratosi con le altrettanto legittime esigenze di luoghi in cui esplicare un'educazione naturalistica dei giovani volta a suscitare e sviluppare in essi rispetto, interesse e amore per la bellezza dell'ambiente e per i sistemi ancora in contaminati rimasti nella nostra penisola: unici baluardi, questi, contro l'avanzare ignobile delle orde bottegaie che tutto sottomettono alla logica del profitto, degl'interessi monetari e del mercato.
Per far comprendere alle anime dei nostri ragazzi che il benessere sarà più pieno, se avremo ancora un lembo di terra dove contemplare l'ergersi nodoso e svettante d'una quercia verso il cielo o il volo sapiente dei gabbiani che veleggiano le tempeste.
Giorgio Punzo
[Testo tratto dalla pagina di presentazione del libro
"Vivara l'isola della luce" curato dall'Associazione
Vivara - http://www.vivara.it]