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Durissimo intervento dell’Associazione Vivara – Amici delle piccole isole - |
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«Vivara è un monumento alla Vita e non l’isola del Male!» |
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L’Associazione procidana si unisce al WWf Campania ed alla Lipu di Procida e chiede a gran voce un intervento risolutivo |
Mauro IovinoProcida |
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Continua la polemica sullo stato di abbandono e di latitanza delle istituzioni nazionali e degli enti locali sull’argomento «Vivara». Da Procida ci giungono ulteriori interventi e sollecitazioni che vanno nella direzione di sbloccare una situazione di paralisi che certamente non fa bene al meraviglioso isolotto. Nella sfortuna di aver trovato un Ministro dell’Ambiente poco sensibile alle tematiche ambientali che ha nominato Presidente dell’ente di gestione il Duca Amedeo D’Aosta – con tutti gli ambientalisti che ci sono in Campania, ma soprattutto nella stessa Procida – e con un Presidente della Giunta Regionale qual è Antonio Bassolino che rimane inerte e, colpevolmente, trattiene a sé la titolarità della gestione territoriale, la fortuna di quel pezzetto di territorio è di avere numerosi ambientalisti attivi che si stanno adoperando al massimo per risolvere i problemi. «Con infinita amarezza seguiamo inermi quanto sta accadendo sull’isola di Vivara ormai da troppi, lunghissimi, interminabili, anni – ha dichiarato il dott. Roberto Gabriele, responsabile dell’Associazione Vivara – Amici delle piccole isole - . Gli ultimi episodi di vandalismo, gravissimi, segnalati qualche giorno fa proprio dalle pagine di questo giornale hanno destato non poco scandalo: presunti riti satanici, distruzione e degrado di tutto quanto rimanga ancora in piedi di quella che fu un tempo una meravigliosa villa seicentesca, bracconieri che continuano ad ignorare lo status di Riserva naturale, saccheggiatori di vario titolo… È questa purtroppo la vergognosa situazione in cui versa l’isolotto nonostante le tante promesse o fasulle intenzioni di promuovere attività di ricerca, di turismo culturale, ma soprattutto di restituire questo ameno lembo di terra alla fruizione della collettività, nel rispetto dei regolamenti e del territorio. La coscienza e il buon senso ci impongono a chiedere con forza BASTA all’abbandono più totale!» Così ha esordito Gabriele, responsabile dell’Associazione che porta proprio il nome di Vivara, in merito alle notizie degli ultimi fatti di distruzione avvenuti a danno degli storici edifici della piccola isola. L’Associazione procidana nata nel 1997 per valorizzare e diffondere la cultura e le straordinarie bellezze delle piccole isole del Mediterraneo, ha una storia che si intreccia saldamente con Vivara in quanto molti dei suoi soci hanno vissuto per anni proprio lassù, condividendo l’opera del compianto professore Punzo, l’ultimo custode dell’isola. In effetti furono anni felicissimi e lo dimostra il confronto tra i ricordi che abbiamo di quegli anni dal 1977 al ’93 e le raccapriccianti e lugubri immagini della distruzione che ci giungono oggi. «Da troppo tempo Vivara viene negata alla gente, ai procidani e a quanti vorrebbero ammirare il suo concentrato di straordinarie ricchezze» incalza Roberto Gabriele «quelle immagini dell’antico altare distrutto e imbrattato da gravissime scritte fanno male a chi ha nei ricordi un’altra Vivara e danno pienamente l’idea del livello di degrado in cui si trova l’isolotto, sottratto alla fruizione dei civili cittadini ma nello stesso tempo esposto alle losche mire di vandali e squilibrati. I presunti riti satanici compiuti su un’isola che non ha nulla a che fare con certe orrende manifestazioni dell’animo umano ci sembrano un sacrilegio: Vivara è un monumento alla Vita e non l’isola del Male! Quello che dovrebbe essere un luogo eletto per educare all’amore e al rispetto incondizionato per la Natura è diventato a malincuore in questi anni di incuria un territorio abbandonato a se stesso come terra di nessuno in cui il malcostume e l’illegalità la fanno da padrone. Abbiamo veramente toccato il fondo, il massimo dell’indecenza, è ora di intervenire seriamente e con urgenza. Basta con i continui rinvii decisionali da un ente all’altro, basta con la totale assenza del Ministero dell’Ambiente, della Regione e delle Istituzioni procidane, è tempo di agire seriamente!» Dalle fila dell’Associazione interviene anche Davide Zeccolella – giovanissimo ambientalista isolano che in pochissimo tempo si sta facendo onore per il suo impegno, nda - offrendoci un quadro rassicurante sullo stato di salute di flora e fauna dell’isolotto: «Vivara vive una condizione di eccezionale naturalità, la macchia mediterranea ha ormai ricolonizzato le zone che un tempo erano destinate alla coltura della vite e dell’olivo. Prospera quindi la flora spontanea che ricopre fittamente l'isolotto facendolo apparire dall'alto come una verdeggiante mezzaluna coricata sul mare e di conseguenza anche la fauna dagli insetti agli uccelli sembra apprezzare questo stato di cose "selvaggio" con il censimento di nuove specie o un aumento delle popolazioni di quelle già segnalate e dimoranti. L'abbandono sembra giovare alla Natura ma sta portando alla distruzione degli edifici storici e ad una incontrollata “gestione” da parte di vandali e bracconieri. Il vero grande obiettivo è quello di tutelare al meglio questo delicato e allo stesso tempo straordinario ambiente insulare (comprese le sue memorie storiche) rimasto miracolosamente al riparo dalla pioggia di cemento che negli ultimi decenni si è abbattuta copiosa lungo le coste della Campania. Oggi, a quanto pare, questa tutela non esiste…o meglio…esiste solo sulle carte!. Per fine dicembre presso la sede della nostra Associazione, Villa Pagliara a Procida in via Marcello Scotti ci sarà un incontro – dibattito per Vivara. In attesa di stabilire una data certa (che sarà comunicata sul sito www.vivara.it) invitiamo fin da ora quanti hanno a cuore il piccolo isolotto ad intervenire» ha così concluso Davide Zeccolella [Gruppo Naturalistico Isola di Vivara]. |