Il Golfo - 21 luglio 2002

Il provvedimento definitivo dell’iter avviato nel 1996 sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

 E’ Ufficiale: l'isola di Vivara è Riserva naturale dello Stato!

Soddisfatti gli ambientalisti, ma l’isola di Ischia e quella di Capri restano invece al “palo” contrarie a tale forma di protezione del territorio

MAURO IOVINO

PROCIDA

E’ ormai Ufficiale: l’isolotto di Vivara è Riserva Naturale dello Stato! Il lungo iter, avviato nel lontano 1996, che ha visto la complessa – ma positiva – partecipazione degli Enti Locali, si è concluso con la firma finale del Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli. Nei prossimi giorni ci sarà dunque la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ciò significa che, ormai niente e nessuno potrà bloccare l’istituzione della Riserva Naturale Statale. Finora l’isolotto di Vivara, il più piccolo delle isole del Golfo di Napoli, era considerato «Oasi Regionale per la protezione e il rifugio della fauna stanziale e migratoria» appunto con un decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania del lontano 1974. Ora invece Vivara è definitivamente «Riserva Naturale dello Stato». Tutto è nato da una deliberazione del (disciolto) Comitato per le Aree naturali protette del dicembre ’96, in attuazione del programma comunitario «Bioitaly», che aveva individuato nell’isolotto di Vivara ed in porzioni delle isole di Ischia e Capri dei territori da tutelare con particolare attenzione e da valorizzare da un punto di vista naturalistico. Per Ischia e Capri la ferma ed ostinata contrarietà degli amministratori locali ha di fatto naufragato il progetto, ma per l’isolotto di Vivara l’iter è andato avanti senza alcun problema, con la sola richiesta – accolta – del Sindaco di Procida, l’avv. Luigi Muro, di prevedere una rappresentanza del Comune sia nell’organo tecnico che in quello scientifico di gestione della zona protetta. La svolta decisiva c’è stata il 2 Luglio del 1999 grazie all’impegno dell’allora Assessore Regionale ai parchi e riserve, Fulvio Vettosi, che fece approvare dalla Giunta Regionale della Campania l’istituzione dell’area naturale protetta di Vivara. Nei giorni scorsi la svolta a Roma e la firma del Ministro. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale suggellerà la storica «svolta».

La riserva sarà gestita da un organismo tecnico affiancato da un organismo scientifico. L’organismo tecnico di gestione dovrà redigere il piano di gestione ed il regolamento attuativo, che saranno adottati entro tre mesi, dal Ministero dell’Ambiente, dopo aver sentito la Regione. Al riguardo dovrà poi essere espresso un parere obbligatorio da parte della Commissione Scientifica. Questo organismo è costituito da tecnici qualificati designati dal Ministero dell’Ambiente, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Campania, dalla Provincia di Napoli, dal Comune di Procida, dalle Associazioni Ambientaliste e dall’Università di Napoli.

Soddisfatti per il completamento dell’iter gli ambientalisti, ed in particolare Maurizio Fraissinet, ex Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio e tuttora consulente particolare del Presidente della giunta Regionale Bassolino e Guido Guerrasio responsabile Territorio del WWF Campania. «E’ importante che si è concluso l’iter istitutivo per Vivara - ha dichiarato Guerrasio - ma non bisogna distogliere l’attenzione da Ischia e Capri. Proprio in questo momento occorrerebbe maggiore vigilanza su queste isole;  per Vivara nessuno si è opposto a che divenisse Riserva Statale mentre per la tutela del Monte Epomeo tutti sono stati contrari».

Più volte abbiamo scritto delle questioni inerenti la tutela del territorio e dell’occasione offertaci dallo Stato di far diventare parte della nostra isola «Riserva Naturale dello Stato». Abbiamo trovato compatti i Pubblici Amministratori a formare una vera e propria «barricata» giustificando la loro posizione con la solita scusa della pianificazione imposta dall’alto a discapito di soluzioni ad hoc soddisfacenti per tutti. Solo pretesti per evitare di zonizzare e perimetrare parti del loro territorio che sarebbero sì sottratte alle mire di abusivisti e speculatori vari. Si è detto no alla difesa del Monte Epomeo e no alla difesa di altre porzioni dell’isola, ma intanto il dato inconfutabile è che in queste zone si continua a costruire ed i pubblici amministratori….stanno a guardare!!!

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