“Com’è bella l’isola silenziosa”

 

Sulle isole di Procida e di Vivara finalmente la “bellezza è diffusa nell’aria, nella luce e nel mare” come scriveva il compianto prof. Punzo che moltissimo ha dato per la tutela e la conoscenza dei valori naturalistici che in questi luoghi  trovano espressioni altissime.

Non riuscendo a comprendere il perché in primavera le piccole isole del sud Italia fossero sempre segnalate come campi di battaglia con migliaia di uccelli migratori abbattuti da bracconieri incalliti, ho voluto toccare con mano questo fenomeno che esula dalla minima comprensione del vivere civile, decidendo di trascorrere le mie vacanze su Procida.

Questa isola affascinante, dove il traffico veicolare è fortemente sovradimensionato rispetto alle reali capacità di carico, risplende del colore dei limoni, del mare che la circonda, della tessitura di orti e giardini racchiusi da muri calcinati dal sole e dal salmastro, dalle migliaia di migratori colorati, come il Rigogolo che si confonde con i limoni, l’Upupa, lo Stiaccino, la Tortora e  la rarissima Balia dal collare, oltre ai Falchi pecchiaioli che in gruppo sorvolano il mare e che trovano su Procida e Vivara sicuro rifugio per la notte prima di riprendere il lungo viaggio verso le mete dove si riprodurranno.

 

Tutto questo succede perché su Procida e sulla piccola Vivara, come d’incanto, quest’anno non sparano più i fucili che nel recente passato spezzavano l’armonia di questi luoghi.

I procidani che ho incontrato hanno compreso ed apprezzato la bellezza del silenzio, finalmente non più rotto dalla bestemmia delle fucilate,comunicando questo quasi con commozione e stupore, e ringraziando a più riprese il manipolo delle guardie volontarie LIPU arrivate da tutta Italia a ricordare che la migrazione è un bene prezioso di tutta la collettività e per questo da tutelare con il massimo impegno.

Su Procida e Vivara si sente finalmente il canto degli uccelli giunti dall’Africa, in grado di riposarsi e rifocillarsi su questi piccoli lembi di terra in mezzo al mare, senza più l’incubo delle fucilate.

I procidani stanno apprezzando l’importanza del rispetto della migrazione degli uccelli e sicuramente la consapevolezza di quanto questo fenomeno della Natura sia  importante non potrà che crescere ancora.

 

 

Paolo Maria Politi

Piombino - LI

[2 maggio 2007]

Pubblicato anche su IL GOLFO il 5 maggio 2007