Procida. I cacciatori procidani finanziano uno studio

per la fauna selvatica.

 

Mercoledì, 12 Novembre 2008

francesco lubrano lavadera: http://procida.blogolandia.it/2008/11/12/procida-i-cacciatori-procidani-finanziano-uno-studio-per-la-fauna-selvatica/

 

Gli uccelli trascorrono l’inverno a Procida. Lo ha accertato una ricerca promossa sull’isola dall’Ambito Territoriale Caccia provinciale, presieduto da Sergio Sorrentino.

Il progetto di ricerca è stato illustrato, ieri mattina, nella sala consiliare del Municipio isolano dal professore Paolo Maria Politi che, con la sua equipe, sta conducendo la ricerca sul territorio isolano dal 20 ottobre scorso. I primi risultati sono considerati molto soddisfacenti. In venti giorni sono stati catturati, inanellati e poi subito liberati 651 uccelli di 30 specie diverse, di cui tre (tordo bottaccio, merlo e quaglia) di interesse venatorio. La specie più catturata risulta essere il pettirosso, con 207 esemplari, seguito dal luì piccolo (78 individui) e dalla capinera (69 individui). Le novità più eclatanti registrate sono state la presenza del codazzurro (il volatile vive tra il nord della Russia e la Siberia asiatica), che non si vedeva in Italia dal 1950, e della passera sarda, una specie totalmente nuova per Procida. “La visita di questi uccelli rari - ha spiegato il prof. Politi – sta a significare che l’isola conserva ancora un habitat idoneo dal punto di vista ambientale, in grado di attrarre questi volatili che spesso rappresentano gli esploratori  della specie,  in cerca di luoghi ove fissare la loro nuova dimora”.

Ma, come ha sottolineato il presidente provinciale dell’A.T.C. Sergio Sorrentino, altra novità di questa ricerca, insieme ai risultati scientifici, è rappresentata dal fatto che, per la prima volta in Italia, sono i cacciatori stessi a finanziare uno studio per la fauna selvatica.

“Ciò è stato possibile – ha spiegato il presidente dei cacciatori – grazie alla Legge 157/92 che solo ora sta evidenziando i suoi effetti positivi, grazie alla collaborazione attiva istituita fra cacciatori, agricoltori, ambientalisti, animalisti ed enti locali”.

Luigi Muro, consigliere provinciale e vice sindaco di Procida, ha colto l’occasione per lanciare una proposta: il censimento nell’isola di tutti i terreni abbandonati , per farne, con il supporto dei fondi ad hoc stanziati da Provincia e Regione a favore degli agricoltori, aree di riferimento della selvaggina migratoria attraverso la conservazione delle colture.

DOMENICO AMBROSINO

pubblicato su IL MATTINO dell’11 novembre 2008 con il titolo “Agli uccelli piace Procida”.

 

Anche su: http://www.ilcacciatore.com/public/?p=1516

 

Ma di gran lunga superiore, come scritto e fedeltà di informazione, è quello pubblicato su Il Golfo [http://www.ilgolfo.it/is_art.phtml?artid=08]

PROCIDA da Il Golfo
13-11-2008

Lunedì scorso la presentazione del progetto per lo studio della fauna migratoria nelle isole del Golfo di Napoli che vede per la prima volta la collaborazione convinta delle due diverse realtà

Cacciatori e ambientalisti è svolta
 

Gli interventi del Prof.Paolo Maria Politi, del Presidente ATC Napoli Sergio Sorrentino e Luigi Muro


M.A. | Si è svolta a Procida ,lunedì scorso, la presentazione delle prime conclusioni della prima fase di un progetto per lo studio della fauna migratoria nelle isole del Golfo di Napoli. Un progetto che , finanziato con i fondi propri dei cacciatori, fortemente voluto dal Comitato di Gestione dell’A.T.C. di Napoli e dal suo presidente Sergio Sorrentino, ha segnato una vera e propria svolta epocale nei rapporti fra cacciatori ed associazioni ambientaliste . Le isole del Golfo di Napoli,come tutte le isole tirreniche,sono da sempre interessate da   flussi migratori di specie di uccelli con caratteristiche fenologiche ed etologiche molto   differenziate tra loro. Nelle isole Napoletane,in particolare in primavera con le specie   migratrici trans-sahariane(non soltanto passeriformi) ed in autunno con le specie migratrici   a corto e medio raggio(in particolare i Turdidi e i Fringillidi),si registra un transito di uccelli   che negli ultimi 40 anni è stato oggetto di progetti di assoluto livello,con l’utilizzo della  tecnica dell’inanellamento a scopo scientifico,finalizzati al monitoraggio di questo straordinario fenomeno della natura : negli anni ’70-’80 nell’isola di Vivara,con la ventennale ed antesignana esperienza condotta dall’incomparabile prof.   Punzo, a partire dagli anni ’90 nell’isola di C, con il “Progetto Piccole Isole” coordinato dall’INFS,ed ultimamente sull’isola di Procida,con un progetto sperimentale di  inanellamento condotto dalla Lipu nazionale.  Il progetto per l’anno 2008 si è posto l’obiettivo di monitorare, alla luce delle variate     condizioni climatiche,il flusso migratorio autunnale degli uccelli sull’isola di Procida   attraverso la tecnica dell’inanellamento a scopo scientifico,decifrando la fenologia e la consistenza numerica di due famiglie target di passeriformi autunnali intrapaleartici: Turbidi e Fringillidi.  L’obiettivo è stato quello di individuare le basi scientifiche su cui impostare   azioni legate alla conservazione ed alla gestione dei flussi migratori sull’isola. L’indagine sviluppata sulla nostra isola, con il punto di osservazione speciale fissato a Punta Serra, è stata illustrata dal Prof. Paolo Maria Politi che ha sottolineato la varietà di ambienti che danno l’opportunità alle diverse specie di fermarsi, distinguendo flussi di migrazione a corto raggio circoscrivibili in Europa e basso Mediterraneo e a largo raggio verso il Sahara ed il Sud ed il centro dell’Africa. Sono stati inanellati, catturati e liberati, 650 uccelli per 29 specie .fra questi 227 pettirossi, 78 liù piccoli,69 capinere,48 merli, 31 tordi bottaccio .La “ricattura”( 33 pettirossi, 9 merli )nello stesso periodo di osservazione dimostra una certa fedeltà degli uccelli al sito di svernamento scelto , anche in relazione al cibo ed al clima. Notevole clamore ha suscitato la presenza del codazzurro, diffuso nel Nord della Russia, nel Nord della Finlandia e nella Siberia Asiatica.L’uccello è stato segnalato solo 10 volte in Italia a partire dal 1950 ed ora per la prima volta in Campania e, quindi, a Procida. Un altro segno, secondo i ricercatori, che Procida, per il suo habitat è meta ambita e quindi soggetta ad essere esplorata da uccelli in cerca di nuovi territori per lo svernamento. Nell’indagine, che ha avuto un blocco totale di migrazione in coincidenza con la perturbazione del 29 ottobre, sono state registrate una quaglia in tarda migrazione e che sarà oggetto di una indagine futura, una passera sarda, mai segnalata prima, la passera d’Italia,il gheppio, il torcicollo e , anche se non per la prima volta, la curiosa presenza dell’usignolo di fiume. Il presidente dell’A.T.C. di Napoli, Sergio Sorrentino, rivendicando con orgoglio il suo essere cacciatore, ha sottolineato come l’aver favorito questo progetto segni un capitolo nuovo nei rapporti con le varie realtà associative , soprattutto ambientaliste, nella direzione tracciata dalla Legge 11 Febraio 1992 n° 157 “ Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”, con i nuovi compiti assegnati agli A.T.C. di promuovere e organizzare le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica . Ed ancora di programmare gli interventi per il miglioramento degli habitat, provvedere all’attribuzione di incentivi economici ai conduttori dei fondi rustici per la ricostruzione di una presenza faunistica ottimale del proprio territorio.. Un programma intenso di iniziative che si può riassumere , secondo Sorrentino, nella scansione di 3 “p”:proteggere,produrre, prelevare, in cui quest’ultima azione è strettamente legata alle altre due. Grande soddisfazione è stata pure espressa da Luigi Muro, vice sindaco e consigliere provinciale, presente all’incontro insieme all’Assessore al ramo Salvatore Costagliola. “Quando si mettono da parte gli integralismi il risultato è sempre positivo”- ha chiosato Muro -riferendosi alla , fin qui, strana convivenza fra ambientalisti e cacciatori, che ha sottolineato pure l’esigenza di contemperare la tutela dell’ambiente insieme a quelle delle risorse umane presenti sul territorio che non deve mai essere considerato come un limite ma come una risorsa da valorizzare in tutte le sue espressioni. Muro ha anche assicurato che presto ci saranno novità sul futuro di Vivara e sul suo utilizzo pubblico , rimarcando pure la condivisione del Comune di Procida di progetti come quello in discussione. Procida come laboratorio di nuovi rapporti e nuove prospettive nel campo scientifico.