Gli uccelli trascorrono l’inverno a Procida. Lo ha accertato una ricerca promossa sull’isola dall’Ambito Territoriale Caccia provinciale, presieduto da Sergio Sorrentino.
Il
progetto di ricerca è stato illustrato, ieri mattina, nella sala consiliare
del Municipio isolano dal professore Paolo Maria Politi che, con la sua
equipe, sta conducendo la ricerca sul territorio isolano dal 20 ottobre
scorso. I primi risultati sono considerati molto soddisfacenti. In venti
giorni sono stati catturati, inanellati e poi subito liberati 651 uccelli di
30 specie diverse, di cui tre (tordo bottaccio, merlo e quaglia) di
interesse venatorio. La specie più catturata risulta essere il pettirosso,
con 207 esemplari, seguito dal luì piccolo (78 individui) e dalla capinera
(69 individui). Le novità più eclatanti registrate sono state la presenza
del codazzurro (il volatile vive tra il nord della Russia e la Siberia
asiatica), che non si vedeva in Italia dal 1950, e della passera sarda, una
specie totalmente nuova per Procida. “La visita di questi uccelli rari - ha
spiegato il prof. Politi – sta a significare che l’isola conserva ancora un
habitat idoneo dal punto di vista ambientale, in grado di attrarre questi
volatili che spesso rappresentano gli esploratori della specie, in cerca
di luoghi ove fissare la loro nuova dimora”.
Ma, come ha sottolineato il presidente provinciale dell’A.T.C. Sergio Sorrentino, altra novità di questa ricerca, insieme ai risultati scientifici, è rappresentata dal fatto che, per la prima volta in Italia, sono i cacciatori stessi a finanziare uno studio per la fauna selvatica.
“Ciò è stato possibile – ha spiegato il presidente dei cacciatori – grazie alla Legge 157/92 che solo ora sta evidenziando i suoi effetti positivi, grazie alla collaborazione attiva istituita fra cacciatori, agricoltori, ambientalisti, animalisti ed enti locali”.
Luigi Muro, consigliere provinciale e vice sindaco di Procida, ha colto l’occasione per lanciare una proposta: il censimento nell’isola di tutti i terreni abbandonati , per farne, con il supporto dei fondi ad hoc stanziati da Provincia e Regione a favore degli agricoltori, aree di riferimento della selvaggina migratoria attraverso la conservazione delle colture.
DOMENICO AMBROSINO
pubblicato su IL MATTINO dell’11 novembre 2008 con il titolo “Agli uccelli piace Procida”.
Anche su: http://www.ilcacciatore.com/public/?p=1516
Ma di gran lunga superiore, come scritto e fedeltà di informazione, è quello pubblicato su Il Golfo [http://www.ilgolfo.it/is_art.phtml?artid=08]
| PROCIDA | da Il Golfo |
13-11-2008
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Lunedì scorso la presentazione del progetto per lo studio della fauna migratoria nelle isole del Golfo di Napoli che vede per la prima volta la collaborazione convinta delle due diverse realtà
Cacciatori e
ambientalisti è svolta
Gli interventi del Prof.Paolo Maria Politi, del Presidente ATC Napoli Sergio Sorrentino e Luigi Muro
M.A. | Si è svolta a
Procida ,lunedì scorso, la presentazione delle prime conclusioni della prima
fase di un progetto per lo studio della fauna migratoria nelle isole del
Golfo di Napoli. Un progetto che , finanziato con i fondi propri dei
cacciatori, fortemente voluto dal Comitato di Gestione dell’A.T.C. di Napoli
e dal suo presidente Sergio Sorrentino, ha segnato una vera e propria svolta
epocale nei rapporti fra cacciatori ed associazioni ambientaliste . Le isole
del Golfo di Napoli,come tutte le isole tirreniche,sono da sempre
interessate da flussi migratori di specie di uccelli con caratteristiche
fenologiche ed etologiche molto differenziate tra loro. Nelle isole
Napoletane,in particolare in primavera con le specie migratrici
trans-sahariane(non soltanto passeriformi) ed in autunno con le specie
migratrici a corto e medio raggio(in particolare i Turdidi e i
Fringillidi),si registra un transito di uccelli che negli ultimi 40 anni è
stato oggetto di progetti di assoluto livello,con l’utilizzo della tecnica
dell’inanellamento a scopo scientifico,finalizzati al monitoraggio di questo
straordinario fenomeno della natura : negli anni ’70-’80 nell’isola di
Vivara,con la ventennale ed antesignana esperienza condotta
dall’incomparabile prof. Punzo, a partire dagli anni ’90 nell’isola di C,
con il “Progetto Piccole Isole” coordinato dall’INFS,ed ultimamente
sull’isola di Procida,con un progetto sperimentale di inanellamento
condotto dalla Lipu nazionale. Il progetto per l’anno 2008 si è posto
l’obiettivo di monitorare, alla luce delle variate condizioni
climatiche,il flusso migratorio autunnale degli uccelli sull’isola di
Procida attraverso la tecnica dell’inanellamento a scopo
scientifico,decifrando la fenologia e la consistenza numerica di due
famiglie target di passeriformi autunnali intrapaleartici: Turbidi e
Fringillidi. L’obiettivo è stato quello di individuare le basi scientifiche
su cui impostare azioni legate alla conservazione ed alla gestione dei
flussi migratori sull’isola. L’indagine sviluppata sulla nostra isola, con
il punto di osservazione speciale fissato a Punta Serra, è stata illustrata
dal Prof. Paolo Maria Politi che ha sottolineato la varietà di ambienti che
danno l’opportunità alle diverse specie di fermarsi, distinguendo flussi di
migrazione a corto raggio circoscrivibili in Europa e basso Mediterraneo e a
largo raggio verso il Sahara ed il Sud ed il centro dell’Africa. Sono stati
inanellati, catturati e liberati, 650 uccelli per 29 specie .fra questi 227
pettirossi, 78 liù piccoli,69 capinere,48 merli, 31 tordi bottaccio .La “ricattura”(
33 pettirossi, 9 merli )nello stesso periodo di osservazione dimostra una
certa fedeltà degli uccelli al sito di svernamento scelto , anche in
relazione al cibo ed al clima. Notevole clamore ha suscitato la presenza del
codazzurro, diffuso nel Nord della Russia, nel Nord della Finlandia e nella
Siberia Asiatica.L’uccello è stato segnalato solo 10 volte in Italia a
partire dal 1950 ed ora per la prima volta in Campania e, quindi, a Procida.
Un altro segno, secondo i ricercatori, che Procida, per il suo habitat è
meta ambita e quindi soggetta ad essere esplorata da uccelli in cerca di
nuovi territori per lo svernamento. Nell’indagine, che ha avuto un blocco
totale di migrazione in coincidenza con la perturbazione del 29 ottobre,
sono state registrate una quaglia in tarda migrazione e che sarà oggetto di
una indagine futura, una passera sarda, mai segnalata prima, la passera
d’Italia,il gheppio, il torcicollo e , anche se non per la prima volta, la
curiosa presenza dell’usignolo di fiume. Il presidente dell’A.T.C. di
Napoli, Sergio Sorrentino, rivendicando con orgoglio il suo essere
cacciatore, ha sottolineato come l’aver favorito questo progetto segni un
capitolo nuovo nei rapporti con le varie realtà associative , soprattutto
ambientaliste, nella direzione tracciata dalla Legge 11 Febraio 1992 n° 157
“ Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo
venatorio”, con i nuovi compiti assegnati agli A.T.C. di promuovere e
organizzare le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della
consistenza faunistica . Ed ancora di programmare gli interventi per il
miglioramento degli habitat, provvedere all’attribuzione di incentivi
economici ai conduttori dei fondi rustici per la ricostruzione di una
presenza faunistica ottimale del proprio territorio.. Un programma intenso
di iniziative che si può riassumere , secondo Sorrentino, nella scansione di
3 “p”:proteggere,produrre, prelevare, in cui quest’ultima azione è
strettamente legata alle altre due. Grande soddisfazione è stata pure
espressa da Luigi Muro, vice sindaco e consigliere provinciale, presente
all’incontro insieme all’Assessore al ramo Salvatore Costagliola. “Quando si
mettono da parte gli integralismi il risultato è sempre positivo”- ha
chiosato Muro -riferendosi alla , fin qui, strana convivenza fra
ambientalisti e cacciatori, che ha sottolineato pure l’esigenza di
contemperare la tutela dell’ambiente insieme a quelle delle risorse umane
presenti sul territorio che non deve mai essere considerato come un limite
ma come una risorsa da valorizzare in tutte le sue espressioni. Muro ha
anche assicurato che presto ci saranno novità sul futuro di Vivara e sul suo
utilizzo pubblico , rimarcando pure la condivisione del Comune di Procida di
progetti come quello in discussione. Procida come laboratorio di nuovi
rapporti e nuove prospettive nel campo scientifico.