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SECONDO CAMPO ANTIBRACCONAGGIO

LIPU - ISOLE DI PROCIDA E DI VIVARA

PROCIDA, 15 APRILE - 15 MAGGIO 2008

RELAZIONE FINALE

con il contributo del Komitee gegen den Vogelmord (Germania)

 

 

Illustrissimi Signori,

vi sintetizzo quanto operato in questo secondo campo antibracconaggio.

Il campo ha avuto inizio il 15 aprile (Allegato 1) con i primi controlli sin dall’alba presso i punti più caldi dell’isola, lì dove si sono registrati gli sparuti spari (in rosso nella cartina), il più delle volte di mortaretti fatti esplodere per mera provocazione.

Una vera è propria battuta di caccia si è avuta all’alba del 19 aprile: dopo una notte di pioggia i bracconieri entusiasti dell’arrivo dei primi gruppi di Tortore in migrazione e sottovalutando il controllo straordinario della LIPU, hanno iniziato l’illecita attività venatoria in località Ottimo e Faro, ma il sopraggiungere dei volontari LIPU sui luoghi ha fatto desistere il protrarsi dell’attività riportando l’isola al silenzio dei giorni precedenti. A nostro avviso, questo spiacevole episodio mette in luce la persistente volontà di un gruppo di bracconieri, dimorante in località Ottimo, a non rispettare il divieto di caccia primaverile.

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Due giorni dopo, il 21 aprile, il motorino di una guardia venatoria LIPU, parcato sulla pubblica via, è stato danneggiato, per sfregio: entrambe le ruote ed il sellino sono state tagliate con evidente dolo (Allegato 2). Il predetto gesto va interpretato sia quale sfogo per l’attività interrotta la mattina precedente sia quale avvertimento a non proseguire nell’attività antibracconaggio.

Interessante è stato l’incontro con il presidente ed il vicepresidente della Federcaccia locale, voluto per delineare una sinergia di forze contro il fenomeno del bracconaggio a Procida. La Federcaccia ha sottolineato che il fenomeno è limitato ad alcuni balordi che non gravitano nell’orbita del loro sodalizio e che, con ogni probabilità, detti bracconieri non sarebbero nemmeno in possesso della licenza di caccia (Allegato 3).

Quest’anno l’assenza d’interventi incisivi e specifici delle FF.OO., come quelli che hanno caratterizzato il campo antibracconaggio dello scorso anno, è sintomo che il fenomeno del bracconaggio sull’isola è in forte calo, anche se piccoli focolai continuano a resistere ed ai quali non bisogna dare poca importanza, né trascurarli.

Altri episodi da segnalare sono gli spari dei mortaretti a ripetizione, imitanti i colpi dei fucili, da parte di alcuni personaggi alla vista dei volontari LIPU in strada e l’uso di fucili di piccolo calibro, i cui colpi sono stati ascoltati per più giorni, presso Punta Serra e Capo Bove.

La presenza al Campo LIPU di oltre venti unità tra volontari e guardie, ben distribuite in tutto il periodo, ha permesso per tre volte agli attivisti di unirsi alle guardie LIPU presenti su Ischia per servizi mirati sulla più grande isola. Le attività ischitane, in sinergia con la Polizia Provinciale hanno quindi portato al sequestro di richiami elettromagnetici, trappole a scatto per la cattura di piccoli insettivori ed un fucile a matricola abrasa, come resi nella rassegna (Allegato 4):

1.     località "Montagnone" - Denunciato bracconiere per uccellaggione e sequestro delle 7 trappole a scatto attivate nell'orto di sua proprietà.

2.     località "Monte Vico" - vigilanza con la Polizia Provinciale di Napoli.

3.     località "Buceto" - Appostamento su richiamo elettromagnetico in con Polizia Provinciale di Napoli. Bracconiere in fuga, sequestro del richiamo e del fucile con matricola abrasa.

4.     località "monte Epomeo - Pietra dell'acqua" - vigilanza

5.     località Mezzavia - Sequestro 28 trappole per la cattura dei piccoli uccelli.

6.     località "Piano Liguori" - Attività di vigilanza con Polizia Provinciale di Napoli.

Oltre agli evidenti risultati, preventivi e repressivi, ai quali si è giunti durante questi due campi antibracconaggio, possiamo serenamente affermare che l’obiettivo che c’eravamo prefissati è stato pienamente perseguito: la maggior parte della fauna migratrice (Rigogoli, Gruccioni, Culbianchi, Balie, Tortore, Quaglie, Falchi, palmipedi e trampolieri) hanno sorvolato indisturbati il cielo di Procida e Vivara, alcuni di loro hanno qui trovato il loro sito di riposo e di ristoro. Addirittura quest’anno, per la prima volta, abbiamo potuto osservare la nidificazione dell’Usignolo di Fiume e del Rigogolo, segno tangibile del perseguito risultato.

a vivara 2Anche la Riserva Naturale dello Stato, Isola di Vivara, negli anni spogliata dei suoi beni architettonici da ladri e vandali ed illegalmente frequentata da bracconieri senza scrupoli, è stata visitata due volte dalle guardie LIPU e dagli uomini della CFS. Una di queste visite ha avuto anche la notevole partecipazione del Dott. Vincenzo Stabile, Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato cui siamo molto grati del suo vivo interesse sia per il campo antibracconaggio sia per la Riserva Naturale di Stato che va di là della sua posizione istituzionale (Allegato 5).

Anche quest’anno, numerose sono state le testimonianze, a favore dell’opera compiuta, dalla popolazione locale: albergatori ed operatori turistici sono stati coloro che maggiormente hanno patito, negli anni passati, i soprusi dei bracconieri. Le continue fucilate, in epoca vietata ed alle prime luci del giorno, disturbavano la quiete ed il riposo dei turisti che soggiornavano nella piccolissima isola.

Prossimi al vero successo ovvero di aver sconfitto a Procida il bracconaggio ai migratori primaverili, confidiamo in un impegno da parte di tutti coloro, che ci hanno aiutato in questi due anni, affinché anche sull’isola di Procida venga imposta la legislazione venatoria con l’istituzione di un presidio antibracconaggio autunno-invernale.

Per finire, c’è doveroso ringraziare chi ha contribuito maggiormente anche quest’anno alla riuscita dell’iniziativa: l’associazione ambientalista tedesca Komitee gegen den Vogelmord, da anni impegnati contro l’antibracconaggio sui fronti più caldi d’Europa come le isole di Ischia e di Malta. Un ringraziamento va anche all’Associazione Vivara e al suo presidente Dott. Roberto Gabriele che ugualmente quest’anno ci ha ospitato nella sua decorosa sede procidana.

Disponibilità ed ospitalità sono state garantite, ai volontari della LIPU intervenuti da tutto il Paese e dal nuovo Continente (Messico e Argentina), sia dal Comandante della Brigata della Guardia di Finanza che dal Comandante della Stazione dei Carabinieri.

campolipuRingrazio per l’impegno elargito nel perseguimento del buon risultato raggiunto a tutto il personale impiegato, sia della Polizia Provinciale sia del Corpo Forestale dello Stato e i rispettivi Comandanti: il Dott. Sergio Costa e il Dott. Vincenzo Stabile, anche per l’ottimo coordinamento fra le dette Forze di Polizia e la nostra Associazione.

Ringrazio anche chi localmente ci ha supportato operativamente:

-         Alimentari CRAI di Miracoli Gennaro;

-         Alma’s shoes di Scotto d’Apollonia;

-         Farmacia San Leonardo;

-         Residence “La Rosa dei Venti”;

-         Residence “Le Querce”;

-         Residence “Tirreno”.

Nel rinnovare i ringraziamenti a quanti si sono impegnati, formuliamo a tutti, i nostri più cordiali saluti.

Costantino D’Antonio

 

Delegato LIPU - Isole di Procida e Vivara

Via Vittorio Emanuele, 44

I-80079 Procida

Tel: 0818960264

e-mail: lipu@isoladivivara.it

 

 

Allegato 1:

 

Articolo apparso su Il Golfo dell’8 aprile 2008 a firma della guardia venatoria LIPU Davide Zeccolella.

 

 

Allegato 2:

 

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Distrutto lo scooter, un chiaro segno d'intimidazione

Vile attentato contro un esponente

della LIPU di Procida

Il dito puntato sulla categoria dei bracconieri. Le indagini dei carabinieri

 

22-4-2008 Libellula )  Procida - Non ci sono parole per commentare un gesto eccessivamente vigliacco ed incivile che si ripercuote pesantemente sul mondo della caccia procidano, e non solo. Infatti è da diversi anni che l’esponente della LIPU, Davide Zeccolella, si batte per la tutela dell'isolotto di Vivara, perla del mediterraneo, ed oasi indiscussa della biodiversità, ma anche e soprattutto per le insidie portate in primavera alle migliaia di uccelli migratori che trovano sull'isola ristoro e riposo. E' da due anni che la LIPU, la Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli, organizza sull'isola i campi antibracconaggio, con partecipanti provenienti da tutta Italia, per meglio tutelare il passaggio dell'avifauna. Esiste un filmato, in archivio, di appena due anni fa, dove le guardie venatorie del WWF Italia, documentarono l'esplosione di centinaia di colpi di fucile sparati in poche ore da Procida contro i migratori, per meglio comprenderne il devastante fenomeno, che altera delicatissimi equilibri ambientali. Davide, è una guardia venatoria della LIPU, ed è anche uno dei più attivi militanti e fautori dell'organizzazione del campo antibracconaggio, fortemente voluto appunto per contrastare il malcostume della caccia durante il periodo di silenzio venatorio imposto dalla legge. Tutto questo movimento protezionistico provocato dal giovane, sicuramente non risulta gradito a chi, in chiaro spregio alle leggi dello Stato, si arma di tutto punto per procedere all'abbattimento sistematico degli uccelli. Questo è sicuramente l'unico motivo scatenante, che ha armato la mano ad uno o più scellerati, che si sono malamente accaniti contro l'inerme motociclo di Davide, provocando gravi danni che ne compromettono l'utilizzo, ed al contempo trasmettere una tacita minaccia di chiaro tipo camorristico. Questo vile ed incivile gesto, per ironia della sorte, non fa altro che aumentare il discredito verso il mondo della caccia, formato anche da onesti cittadini, che sicuramente collaboreranno per assicurare alla giustizia i colpevoli del danno arrecato, riscattando con un positivo atteggiamento la balordaggine di chi infanga un intera categoria. Intanto Zeccolella ha proceduto alla denuncia dell'accaduto presso la locale stazione dei carabinieri, fornendo oltre ai fatti anche indicazioni utili per l'individuazione dei colpevoli. I militi, dopo attenta valutazione, stanno procedendo con le indagini, e vista l'ora in cui è stato compiuto l'infame dolo, in pieno pomeriggio, sicuramente qualche testimone oculare farà la propria parte di civile collaborazione con le forze dell'ordine, stroncando sul nascere questi stupidi atti teppistici di bassissima lega. “Intanto come prima risposta – dichiara l’Avv. Fabio Procaccini, Delegato Provinciale della LIPU di Napoli - rafforzeremo il contingente delle guardie venatorie presenti sull'isola, in modo tale da presidiare ancor meglio il territorio, sottraendolo completamente dalle mani dei bracconieri.”


 

IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida
redazione@ilgolfo.itt

   
 

Allegato 3:

 

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Lettera aperta di Davide Zeccolella ai cacciatori dell’Isola di Procida

«Lavoriamo insieme per isolare i bracconieri»

 

27-4-2008  )  Egregio Presidente della Sezione Federcaccia di Procida, scrivo a Lei questa lettera in quanto rappresentante del gruppo di cittadini procidani ai quali lo Stato ha concesso di svolgere l’attività venatoria su una parte del territorio nazionale, con tutti i diritti, doveri e vincoli che la legge nazionale 157\92 e la legge regionale 8\96 prescrivono. La caccia, quindi, è un’attività riconosciuta e in tutti i paesi civili regolamentata ormai da tantissimi anni, con lo scopo ultimo di essere sostenibile. Infatti, ai sensi di legge, la fauna selvatica è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale e l’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. Questa premessa era doverosa, per rispedire al mittente le accuse di “estremista conservatoresco” che da più pulpiti, negli ultimi anni, sono state rivolte al sottoscritto e amici. Nessuno può negare, che fino a pochi anni fa sull’isola di Procida il bracconaggio era diffusissimo: l’attività venatoria appariva lontana anni luce dai regolamenti sopra citati, gli stessi pochi cacciatori onesti erano irriconoscibili poiché oscurati dai tanti liberi e diseducati sparatori. È bene ricordare che alcuni personaggi accedevano tranquillamente sull’isola di Vivara, riserva naturale dello stato (e se qualcuno ha dubbi su questa etichetta non deve chiedere a me le spiegazioni), con tanto di fucile in spalla, frequentando quotidianamente l’isolotto nel mese di novembre per la “posta” alla beccaccia, e per fare questo si creavano delle “piazzole” di caccia di discreta estensione ricavate dal taglio abusivo della vegetazione. Insomma si faceva il bello e il cattivo tempo approfittando dell’abbandono e dei problemi di mala gestione che sono stati poi il cancro dell’isolotto. L’ultimo sequestro di fucili su Vivara operato dal Corpo Forestale dello Stato risale ad appena pochi mesi fa, precisamente al novembre del 2007á Se a Vivara l’attività di bracconaggio era operata da un numero esiguo di persone, ben diversa era (e sono ottimista nel parlare al passato) la situazione a Procida, in particolare per il bracconaggio primaverile. I cacciatori seri e rispettosi della legge, in Italia, smettono di andare a caccia il 31 di gennaio, riponendo i fucili in custodia con un “arrivederci a settembre”. Sulle isole, invece, in particolare sulle piccole isole del Tirreno interessate in modo straordinario dal passo primaverile degli uccelli migratori, sia per “tradizione” sia per assenza di organi di controllo si registra da sempre un livello molto alto di bracconaggio, cioè della caccia non consentita dalla legge. La quale oltre ad essere illegale, come insegna il dott. Stabile della Forestale, è soprattutto immorale poiché colpisce gli animali nel periodo pre – riproduttivo nel corso del loro volo intercontinentale Africa - Europa . A Procida, come sulle altre isole, agli spari non consentiti si aggiungevano i numerosi richiami elettromagnetici, sempre vietati, che riproducevano il verso delle quaglie e che erano in funzione tutte le notti praticamente su ogni punta dell’isola. Bracconaggio primaverile, dunque, che a Procida (con la sua altissima densità abitativa) si legava in modo palese al disturbo della quiete pubblica provocato dalle centinaia (c’è un video che testimonia questa mia affermazione) di fucilate che si ascoltavano all’alba e dal rumore amplificato di detti richiami attivi di notte. Tutto questo in un centro abitato quale è tutta l’isola, dove le distanze tra abitazioni e strade pubbliche non superano mai i 100 \ 150 metri una vera vergogna che forse non ha eguali in Italia. Quando pochi anni fa con la LIPU, la lega che in Italia si occupa della conservazione degli uccelli e dei loro habitat, decidemmo di intervenire su Procida nello scenario appena descritto, in molti nacque un senso eccessivo di rivolta, che a volte in questi anni è sfociato quasi nell’odio feroce verso Chi faceva notare che non era più possibile continuare a “divertirsi” in quel modo. Ai ripetuti appelli fatti sui giornali e a volte anche sul campo dagli inizi della primavera del 2005, di risposta si continuò a bracconeggiare come e peggio di prima, con sfrontatezza e senza rivolgere un minimo di considerazione agli appelli fatti. Non mancarono, inoltre, gli atti di puro stampo malavitoso, come il duplice taglio delle ruote all’auto del prof. D’Antonio, e a distanza di poco tempo il taglio delle ruote e il danneggiamento dello scooter del sottoscritto. Di certo non abbiamo visto i colpevoli di simili vigliaccate, ma non riusciamo a non credere alle coincidenze, guarda caso questi episodi si registrano sempre in aprile – maggio! A mali estremi, estremi rimedi non sono mai mancate le denunce, gli articoli di protesta, i sequestri di richiami ed armi, l’eliminazione degli appostamenti di caccia non autorizzati, ma fino ad oggi il numero di bracconieri denunciati si conta sulle prime dita di una mano. Le sole sanzioni amministrative sono come le multe per i divieti di sosta e i sequestri contro ignoti fanno male solo alla tasca di chi, ripeto, svolge un’attività illegale e dannosa. È forse la dimostrazione che ci interessa più l’aspetto preventivo che non il repressivo?? Eppure quanto parlottare, quanta cattiva educazione nel linguaggio di molti, quante lamentele, quante strategie messe in atto pur di “dare due botte” in periodo non consentito. Ma queste sono cose demenziali di bassa categoria, che di solito non hanno nulla a che fare con le associazione dei cacciatori legalmente riconosciute. E ancora, vista la non volontà da parte di molti di rispettare il divieto di caccia primaverile, dal 2006 la Lipu sta organizzando su Procida il Campo Antibracconaggio (sull’esempio di quanto avviene ad Ischia da oltre 10 anni), con la collaborazione del Corpo Forestale e della Polizia Provinciale, che ha come principale scopo quello di prevenire il bracconaggio. Se poi la prevenzione non basta, chi commette dei reati se ne assume la RESPONSABILITA’ e ne paga personalmente le conseguenze, poiché i veri estremisti dello sparo devono essere denunciati alla magistratura. Egregio Presidente, anche per questa primavera la Lipu ha organizzato il campo antibracconaggio al quale partecipano guardie venatorie provenienti da varie parti d’Italia e soci che svolgeranno il monitoraggio dell’isola. L’attività è iniziata appena pochi giorni fa, e come sempre era stata preannunciata anche alla sua associazione, la Federcaccia di Procida. Come abbiamo avuto modo di discutere con Lei e con alcuni cacciatori intervenuti durante l’incontro che ci ha visti finalmente dialogare come avviene normalmente tra i componenti di due associazioni della società civile (e vi ringrazio pubblicamente per aver accettato l’invito), questa nostra “cortesia” è finalizzata al raggiungimento di una rispettosa convivenza. Se avessimo avuto sete di denunce e di bracconieri avremmo agito diversamente, con lavoro e appostamenti segreti con le forze dell’ordine, come accade su altre isole dove di certo non si ha tanta creanza. È il secondo anno che adottiamo questo modus operandi ma nonostante tutto il messaggio stenta ad essere ricevuto da un gruppetto residuo di bracconieri, dunque in futuro si agirà diversamente anche perché è noioso ripetere e fare sempre le stesse cose. Purtroppo, presidente, devo rivolgermi a Voi cacciatori seri con la speranza di raggiungere indirettamente anche quelli meno seri, si sa che a Procida le notizie strisciano e si diffondono in modo fluido e capillare. Da sempre ci auguriamo che il vostro ruolo sia anche questo, e cioè fare da moderati e tentare di vincere o isolare gli estremi. Come Le ho già riferito, due giorni fa, appena sbarcati i primi campisti della Lipu, il mio motorino parcheggiato dalle ore 18 in via Regina Elena è stato gravemente danneggiato con una modalità che si ripete: ruote squartate e sella tagliata, magari dopo un pedinamento durato qualche ora. Troppe coincidenze sicuramente il colpevole di tale atto da mentecatti è legato al mondo del bracconaggio che a volte sfocia, come è evidente, nella delinquenza pura. I coltelli sembrano i protagonisti indiscussi di questi danneggiamenti che si ripetono negli anni, tagli e coltelli, stavolta in pieno giorno, come usano le normali bande criminali. Addirittura circolano voci, le solite miserabili voci paesane da ascoltare sempre con cautela, che sarebbe pronto per il sottoscritto in terra napoletana una sorta di “paliatone” o “accoppamento”, colpevole di intaccare questi interessi da quattro soldi non oso immaginare che trattamento è riservato a chi intralcia gli interessi milionari! Accolta con ironia e non tanto stupore questa “notizia” (il livello questo è), ovviamente tutto è stato riferito alle forze dell’ordine per opportuna conoscenza. Comunque, a parte le cattive amicizie e i cattivi insegnamenti che derivano da chissà quali ed eventuali contatti con la mala vita in continente, ho scritto questa lettera ai cacciatori isolani proprio per evidenziare la gravità del gesto e per ribadire che cacciatori e bracconieri non sono neanche lontani parenti. Ho amici cacciatori, non procidani, (questo a dimostrazione che non considero i cacciatori figli di Satana) che sono inorriditi di fronte a quanto accade sulle isole. Se si raggiungono questi livelli significa che c’è qualcuno che con il fucile ha un rapporto morboso e dubito che queste persone abbiano i requisiti psicologici per avere il porto d’armi uso caccia. Ci vuole ben altro senso civico per andare in giro con un’arma! Con questa lettera aperta, rinnovo il rispetto alla Sua Associazione sperando di trovare nella massima parte dei suoi iscritti una condanna sincera per questo ultimo atto di teppismo e la piena osservanza dei modi, tempi e luoghi previsti dalla legge per svolgere l’attività venatoria. In altri luoghi la figura di chi vigila sull’attività di caccia è considerata un bene, come sempre è questione di cultura ed educazione.

Cordiali Saluti

Davide Zeccolella

Guardia Venatoria della LIPU

 

 

Allegato 4:

 

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Sequestrati due fucili con matricola abrasa. Indagini in corso

 

Operazione antibracconaggio del Corpo Forestale ad Ischia e Procida

 

In azione nelle isole dell’arcipelago partenopeo il NOA - Nucleo Antibracconaggio dell’Ispettorato Generale del CFS di Roma - e gli uomini del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Napoli diretti dal Vice Questore Vincenzo Stabile

 

 (  1-5-2008 Mauro Iovino )  Ischia - Il NOA (Nucleo Antibracconaggio dell’Ispettorato Generale del CFS di Roma) unitamente al personale del comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Napoli ha portato a termine ieri pomeriggio una rilevante operazione antibracconaggio sulle isole di Ischia e Procida. L’operazione, che ha visto impegnati Forestali del predetto nucleo di Roma, comandato dal vice questore Alessandro Bettosi, ed il personale forestale del Comando Provinciale di Napoli, si è svolta in più giorni in quanto tesa alla protezione dell’avifauna migratoria che in questo periodo attraversa i territori dell’arcipelago partenopeo. In particolare le isole del Golfo napoletano che rappresentano una meta per un notevole numero di esemplari, di cui parte diretta a mete del nord Italia e nord Europa. L’operazione è stata svolta sia a terra (all’interno del territorio di Ischia e Procida) che per mare, grazie al’ausilio del mezzo nautico del Corpo Forestale dello Stato in dotazione al comando provinciale di Napoli, che ha permesso di perlustrare le zone costiere. Ad Ischia sono stati rinvenuti e sequestrati due fucili da caccia con matricola abrasa, utilizzati dai bracconieri. Le indagini mirano ora a risalire ai possessori delle armi in questione. “L’attività esercitata in questi giorni, secondo la Forestale, ha portato positivi risultati anche sotto il profilo della prevenzione”, difatti, così come è stato anche riscontrato durante le varie fasi dell’operazione con appostamenti e monitoraggio continuo del territorio, il fenomeno per il Corpo Forestale dello Stato “risulta consistentemente arginato”, visto che “non sono stati riscontrate segnalazioni di spari da arma da fuoco”. Per il Vice Questore Vincenzo Stabile, comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Napoli e Provincia, il “bracconaggio organizzato in tal modo va decisamente fermato in quanto incrementa il rischio di estinzione per questi volatili (gru, aironi, garzette, falchi, poiane, marzaiole) tra i più belli, particolari, ed alcuni ormai anche rari, che sorvolano e sostano sui nostri territori”. Il Vice Questore Bettosi , responsabile nazionale del NOA del Corpo Forestale dello Stato di Roma, ha “espresso soddisfazione e compiacimento per la sinergia tra il Nucleo da lui comandato, il comando provinciale di Napoli e le associazioni di protezione animale, come la LIPU, che a vario titolo sostengono questo tipo di operazioni”. E da Roma è arrivato il commento di Ciro Troiano, responsabile osservatorio zoomafia della LAV, che ha dichiarato: “mi congratulo con il Corpo Forestale dello Stato per il lavoro svolto. Che queste operazioni antibracconaggio – ha proseguito il noto esponente animalista - non siano solo un fatto episodico ma che abbiano continuità nel tempo, perché è risaputo che appena cessano le azioni di controllo i bracconieri riprendono la loro attività criminale” ha così concluso Troiano.

 


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Allegato 5:

 

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Visita a sorpresa sull' isolotto procidano

Vivara: una giornata particolare

Il comandante provinciale del CFS, ed il presidente dell'ente parco, accompagnati da esponenti della Lipu, in una escursione speciale

 

7-5-2008 Libellula )  Procida - E' stata sicuramente per Procida quella di mercoledì scorso, una giornata particolare, favorita anche dal clima oramai decisamente primaverile, che invoglia ad immergersi nella bellezza della natura, assaporandone il rinnovo della stagione. E tale è stata la visita a sorpresa che ha condotto l'alto ufficiale del Corpo Forestale Dello Stato il dott. Vincenzo Stabile, comandante provinciale, insieme al dott. Fabio Procaccini vice procuratore onorario della Repubblica, nonché neo presidente della riserva naturale di Vivara, che insieme ad esponenti di spicco della LIPU, la lega per la protezione degli uccelli, tra cui il delegato per l'isola d'Ischia la signora Carmela Paolella, l'attivista e guardia venatoria Davide Zeccolella, il sott'ufficiale del CFS, uno dei massimi esperti italiani del CITES Mario Fiore ad intraprendere una escursione indimenticabile tra i segreti anfratti ed i deliziosi profumi di una natura ancora selvaggia e preservata dalle brutture della civiltà. Il dott. Stabile, ha allietato l'intera compagnia facendo sfoggio di una notevole cultura che spazia dalla storia alle conoscenze botaniche, nonché di antichi ricordi trascorsi insieme all'indimenticabile prof. Punzo, noto studioso ed ornitologo, fondatore della LIPU, e conosciutissimo sull'isola di Graziella. Si è ribadito inoltre l'importanza di tale piattaforma naturale come scrigno della biodiversità nel Mediterraneo, e punto di ristoro e riposo per i numerosi uccelli migratori che in grossi contingenti adesso sorvolano il mare per raggiungere i siti di riproduzione. L'escursione si è conclusa allontanando due pescatori che si erano introdotti abusivamente nella riserva armati di canne ed attrezzi per la pesca, e questo piccolo neo evidenzia uno dei problemi a cui bisognerà quanto prima porre rimedio, magari istituendo un posto fisso di guardiania. La visita si è conclusa con un pubblico ringraziamento ai volontari della protezione civile, che hanno vigilato sull'incolumità degli escursionisti durante tutto il tragitto sull'isolotto, e l'avvocato Intartaglia che ha pianificato e reso possibile la visita agli illustri ospiti.

 


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