Fondata il 13 novembre 1965

  

La Lipu festeggia il suo 40˚ Anniversario

Continua l’impegno in difesa del Popolo Migratore

  

Il prossimo 13 novembre sarà una data importante per coloro che hanno a cuore la salvaguardia della Natura, intesa come difesa della biodiversità ovvero di quella straordinaria varietà di esseri viventi in cui si manifesta, dalla distruzione operata da più parti. In particolare, riferendoci alla distruzione della classe degli uccelli, punteremo il dito contro l’attività venatoria che si abbatte ogni anno come un flagello su questi esseri alati che pagano con la morte il loro dono del volo. Nel lontano 1965, ad insorgere per prima contro l’attività venatoria italiana fu la Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), detta allora “Lega nazionale contro la distruzione degli uccelli – Pro avibus”. Entrata in azione nell’estate di quell’anno, la LIPU fu fondata ufficialmente a Roma il 13 novembre da Paolo Bertagnolio, Michele e Marta Camperchioli, Vittorio Menassè, Fulco Pratesi e Giorgio Punzo, con l’appoggio di oltre trecento schede di adesione consegnate personalmente ai fondatori in quel giorno dal venerando ornitologo ultranovantenne Prof. Alessandro Ghigi, che le aveva raccolte per un analogo movimento da lui promosso e che intese allora unificare alla nascente Lega.

Da allora molto cammino è stato fatto, notevoli possono dirsi gli obiettivi raggiunti: i movimenti e le organizzazioni anticaccia si sono moltiplicati aggiungendo le loro voci a quelle della Lega e sensibilizzando sempre di più l’opinione pubblica sui temi protezionistici. Tuttavia molto ancora resta da fare e lo dimostra il fatto che la legge (!) consenta ancora ad una esigua minoranza di scalmanati di armarsi fino al collo ed organizzarsi, per andare in giro a divertirsi ad ammazzare gli animali selvatici, in particolare gli uccelli, senza escludere le più fragili specie canore [da sottolineare che i signori cacciatori (assassini legalizzati) usando cartucce da 50 grammi di peso non si vergognano a sparare contro creature che nella media ne pesano 25!!] Alla “classica doppietta” vanno poi aggiunte le torture inflitte a questi esseri alati dalle reti, dagli archetti e dalle tagliole, per non parlare poi degli uccelli imprigionati e usati a scopo di richiami vivi oppure, per restare in tema, dei tanto usati richiami elettromagnetici.

Ci appare evidente che oggi la caccia ha il solo significato di un distruttivo e ingiustificabile passatempo, e su questa considerazione si fonda la decisa opposizione delle associazioni protezionistiche.

Cosa dicono i signori cacciatori davanti alle immagini di migliaia di pettirossi che ogni anno muoiono nelle valli bresciane intrappolati negli archetti che spezzano le sottilissime zampe di questi simpaticissimi uccelletti?? Oppure come giustificano la loro fastidiosissima presenza ovunque vi sia un qualcosa che voli? Li troviamo in montagna, nelle lagune, lungo i torrenti, i laghi e i canali, sotto le nostre abitazioni, nei campi coltivati come nei prati di collina …e come se non bastasse ce li ritroviamo anche sulle isole: una vera pandemia! E qui, su queste isole veri paradisi del mediterraneo, gli uccelli migratori vengono accolti a suon di fucilate e non solo nei due periodi della migrazione primaverile ed autunnale, ma anche a caccia chiusa.

Cosa rispondono i “figli di Diana”? Giustificano i loro massacri affermando che la caccia è una “tradizione atavica”, dando per scontato che le pratiche tradizionali sono sempre positive (come il salasso con le sanguisughe) ed ignorando il fatto che civiltà (o il vivere nel rispetto di ciò che ci circonda) e progresso (inteso come miglioramento dei comportamenti umani) vanno di pari passo; oppure continuano a difendersi fregiandosi del titolo di “unici tutori dell’ambiente”, quando risulta evidente a qualsiasi persona di buon senso la contraddizione nelle loro affermazioni: Chi tutela l’ambiente non distrugge il suo ornamento più bello e non scarica tonnellate di piombo nelle campagne, generando un impoverimento della qualità del raccolto oppure creando rischi alla salute come il saturnismo. Insomma, Chi ama l’arte non va in giro ad incendiare le chiese!

Gli animali selvatici sono per legge <Un Bene INDISPONIBILE del Popolo Italiano> e non si può permettere a chiunque di danneggiarlo per puro e semplice divertimento. Anche le opere d’arte sono patrimonio dei cittadini: pensiamo a cosa succederebbe se un gruppo di imbecilli ogni autunno decidesse di dare al fuoco alcuni importanti dipinti…Ci sarebbero delle accese proteste e si cercherebbe in ogni modo di fermare quei vandali. Poi proviamo a sostituire nel nostro esempio gli uccelli con i dipinti: il comportamento nei confronti della distruzione è lo stesso!!

La Lipu da quarant’anni è schierata dalla parte del Popolo Migratore (http://www.lipu.it/news/no.asp?42), azione resa ancora più incisiva dalle numerose sezioni locali sparse sul territorio e dalla collaborazione con le forze dell’ordine e con le altre associazioni locali che operano nel campo della salvaguardia della Natura. Sulle nostre isole flegree, dove in questo periodo al mattino non sono più i galli a svegliarci ma le assordante cannonate dei cacciatori (e per quale motivo dobbiamo sopportare simili fastidi?!?!?!), la Lipu è presente con i lodevoli amici del Gruppo Attivi di Ischia che si prepara a diventare Delegazione Autonoma.

In questa felice ricorrenza, uno speciale ringraziamento va a tutti coloro che in questi decenni in Italia si sono impegnati per la tutela della fauna selvatica ed uno speciale augurio va a tutti quelli che oggi continuano a farlo. Gli animali selvatici, ed in particolare gli uccelli, esistono come autentico patrimonio di bellezza e di vita che arricchisce e adorna il mondo che ci circonda … per distruggere tale patrimonio ci vogliono quindi motivi estremamente seri che di certo non possono essere quelli del “gusto” o peggio della “passione” dei “signori” cacciatori. Alle Autorità preposte alla tutela dei pubblici beni, chiediamo un sempre maggiore impegno nel far rispettare le restrizioni ed i divieti imposti all’attività venatoria, lesiva del patrimonio faunistico nazionale e mondiale.

Auguri Lipu!

 

 

Davide Zeccolella, Procida

[11 novembre 2005]

 

Nella foto: Pigliamosche (Muscicapa striata) - Foto: D. Zeccolella