"IL VECCHIO EREMITA DEL VERDE ISOLOTTO"
La scomparsa del prof. Punzo

Ci ha lasciati lo scorso 1° Marzo alla bella età di 94 anni il caro professor Giorgio Punzo, filosofo e naturalista. Fondatore dell'associazione naturalistica Unione Trifoglio, gią Centro Meridionale Pro Natura Vivente, e rinomata per i pił dotti "SODALITAS AEDIS NEMORUMQUE CUSTODUM" ovvero UNIONE DEI CUSTODI DEL TEMPIO E DEI BOSCHI.
Quell'isoletta a forma di mezzaluna che dorme sul mare napoletano deve molto, anzi tutto, all'opera del prof. Punzo, il quale per circa vent'anni (dal 1977 al 1993) è stato il "custode" volontario della nostra Vivara, insieme ai ragazzi del Trifoglio. Furono anni d'oro per Vivara divenuta una vera perla del Mediterraneo, fino all'estate del 1993 quando a causa della scadenza del contratto di fitto dell'isola (tra la Regione Campania e l'ente proprietario), il professore e i suoi collaboratori furono sfrattati da Vivara, un atto infame che certo non lo ha ripagato di tanto bene fatto.

Vivara, il verde isolotto

Ripensandoci desta ancora ammirazione la figura di questo "vecchietto" che ormai alla soglia dei settant'anni decise di trasferirsi a Vivara (senza nulla pretendere e portando avanti il tutto con la sua pensione), e lì si dedica alla tutela ed alla valorizzazione dell'isolotto, all'educare i giovani alla conoscenza e al rispetto di quanto di bello ci circonda, al suo "culto" della Natura, la quale va tutelata e rispettata per l'enorme valore che ha in sè e non per quello che può fruttare in termini di mercato. I suoi scritti, sempre interessanti e profondi, rimangono lo specchio degli alti valori che ha saputo trasmettere. Ci lascia un grato e felice ricordo, ci piace ricordarlo ancora lì, mentre passeggia tra la magia incomparabile del verde isolotto.

Davide Zeccolella

Una vita per Vivara

Il testo che segue, è tratto dalla pagina di presentazione del libro "Vivara, l'isola della luce" curato dall'Associazione
"Vivara, amci delle piccole isole".
Ecco come Punzo, in uno dei suoi ultimi scritti, descrive appieno le bellezze dell'isola, una sorta di suo testamento.

L'isola della luce

<Vivara, dicono i geologi, è vecchia più di quarantamila anni. Eppure essa conserva intatto attraverso i secoli il suo fascino e il suo giovanile splendore, come ci mostra questa Guida, conducendoci quasi per mano attraverso le epoche della sua storia e su per i suoi sentieri odorosi di mirto sacro a Venere, rallegrati dal velluto bianco e rosato dei cisti, cinti di festoni di caprifoglio che s'abbraccia a edere e corbezzoli, illuminati da un oceano di luce che s'apre ancor più nei suoi panorami mozzafiato.

Un miracolo, e quasi solo l'impegno di singoli e di gruppi volontari ne ha preservato le bellezze fino ad oggi, strappandole alle losche mire di chi non sa vedere altro nella Natura se non un terreno per la realizzazione di progetti speculativi. Con pochissimo aiuto da parte delle istituzioni allora latitanti, gruppi di studio e di ricerca hanno esplorato i segreti dell'isolotto, contribuendo a farne meglio conoscere gli aspetti botanici, zoologici, geologici e storici che ne fanno un unicum in Italia. Contemporaneamente, s'è cercato, per quel che si poteva con le limitate forze e gli scarsissimi mezzi a disposizione, di scongiurare i vandalismi che sempre si scatenano nei luoghi abbandonati e privi d'una costante presenza tutelatrice, e di permetterne una disciplinata fruizione, soprattutto alle scuole e ai gruppi di studenti che volessero alimentare in sé stessi un vero e concreto amore per le meraviglie della natura sotto la guida dei loro docenti e di esperti del territorio.

Oggi Vivara diventa riserva naturale statale. Si spera e ci si augura che questo suo nuovo status giuridico, da anni invocato da più parti, e particolarmente da coloro a cui sta a cuore la sua reale salvaguardia, possa non rimanere un semplice atto formale, ma si trasformi presto in una serie d'iniziative per una fattiva e concreta gestione libera da eccessive pastoie burocratiche, e che sappia coniugare le giuste esigenze della ricerca, della preservazione dell'ambiente e del costante controllo dell'ecosistema ivi instauratosi con le altrettanto legittime esigenze di luoghi in cui esplicare un'educazione naturalistica dei giovani volta a suscitare e sviluppare in essi rispetto, interesse e amore per la bellezza dell'ambiente e per i sistemi ancora incontaminati rimasti nella nostra penisola: unici baluardi, questi, contro l'avanzare ignobile delle orde bottegaie che tutto sottomettono alla logica del profitto, degl'interessi monetari e del mercato. Per far comprendere alle anime dei nostri ragazzi che il benessere sarà più pieno, se avremo ancora un lembo di terra dove contemplare l'ergersi nodoso e svettante d'una quercia verso il cielo o il volo sapiente dei gabbiani che veleggiano le tempeste.>

Giorgio Punzo

Il volo di un gabbiano reale mediterraneo
L'attività di Punzo a Vivara
La scomparsa del prof. Punzo
l'omaggio del quotidiano "Il golfo"
da "Il Denaro"