Procida - capitale del bracconaggio
Non
accenna a dimostrare un barlume di rispetto o segno di civiltà la
squadriglia di bracconieri procidani posizionati all'alba e per tutto il
giorno in vari punti dell'isola, infischiandosene della legge dello stato
che impone su tutto il territorio nazionale il divieto assoluto di caccia da
gennaio a settembre.
Sicuri e impuniti all'interno delle loro "roccaforti private" agiscono nella piena illegalità a danno della fauna selvatica di passo, patrimonio dello Stato e aggiungerei del mondo (i migratori attraversano diversi Stati!).
Negli ultimi giorni di Aprile le cannonate dei nostri mimetici compaesani hanno accolto in maniera ignobile i gruppi di Tortore in migrazione.
Streptopelia turtur (Tortora), è questo il nome dato da Linneo al tanto odiato e ricercato uccello che stimola a tal punto le menti malate di alcune persone da indurle a calpestare la legge, a riempire di fucilate le prime ore del mattino arrecando enorme disturbo alla popolazione residente ed ai turisti e infine ad infangare il buon nome della bella Procida!
All'alba
di oggi, primo maggio, la zona del Cottimo e dintorni è stata trasformata
per diverse ore in un campo di battaglia da ripetute e continue
fucilate (come accade ormai da diversi giorni!).
A presidiare l'isola sono accorse le Guardie venatorie del WWF Italia ed hanno assistito allo "spettacolo" (quasi capodanno) di colpi di arma da fuoco messo in atto dai fanatici della dopietta, rinvenendo in una certa località numerose munizioni ed un esemplare di tortora abbattuto...e di questo saranno portavoci nelle appropriate sedi!
Le crude immagini che ci giungono da parte del WWF parlano da sole, sono la testimonianza del livello di barbarie raggiunto.
É ora di finirla! Ed è ora che questo gruppo residuo, vergogna dell'isola, restituisca a Procida la sua proverbiale tranquillità ritirandosi ad un decoroso silenzio...magari in quella tana di matti ritrovo di una nota associazione venatoria.
Con sdegno.
Davide Zeccolella
[Procida, 1° maggio 2006]