Vivara, essendo un'isola disabitata e trovandosi in una posizione che le consente di restare al riparo dagli effetti dell'inquinamento luminoso, è un buon punto per l'osservazione del cielo notturno. Certo non ci si deve aspettare il buio profondo che ormai è possibile trovare solo allontanandosi di molto dalle città, data la vicinanza all'isola di grossi centri abitati, quali la città di Napoli, i Campi Flegrei oltre alle vicine isole di Procida ed Ischia; tuttavia lo spettacolo del cielo notturno non appare particolarmente danneggiato, per nostra fortuna, e ci consente di ammirare le miriadi di stelle che punteggiano il cielo in una notte d'agosto.
E' il 27 agosto 2003 e ci rechiamo sull'isola nel tardo
pomeriggio. Tra qualche ora ci sarà un evento in campo astronomico,
pubblicizzato da molti media: il pianeta Marte sarà nel punto più
vicino alla Terra, a "soli" 57 milioni di km, per poi allontanarsi.
Un'occasione che non si presentava da oltre diecimila anni e che si potrà
rivedere solo nel 2284. Ecco perché in questi mesi il "Pianeta
rosso" appare cento volte più luminoso della stella polare,
facile da individuare essendo l'oggetto più luminoso della volta
celeste.
Il nostro punto d'osservazione sarà punta Mezzogiorno alta, posta
in direzione sud. Da lì potremo osservare una porzione di cielo
posta in mare aperto, sul mar Tirreno, lontano dalle fonti luminose. Quando
il sole tramonta ed il giorno va spegnendosi, ecco che appaiono le prime
stelle: la prima è Arturo, la stella principale della costellazione
di Boote e la più luminosa del cielo estivo. Poi compaiono nel
cielo non ancora scuro, tre stelle che formano il "triangolo estivo";
sono Deneb, Vega ed Altair, rispettivamente stelle principali delle costellazioni
del Cigno, della Lira e dell'Aquila. Queste unite da segmenti immaginari
formano nel cielo una sorta di triangolo chiamato estivo perché
è ben visibile proprio in questa stagione dell'anno. Lo si può
considerare l'emblema dell'estate! In Primavera, infatti, quando sorge,
esso ci annuncia la venuta dell'estate, mentre in autunno quando tende
a tramontare ad occidente ci avvisa dell'arrivo dell'inverno e non lo
vediamo più fino alla prossima primavera, lasciando il posto a
costellazioni come Orione, Auriga, Procione, Gemelli, luminosissime e
simboli del cielo invernale.
Ma ritorniamo alla nostra serata. E' ormai buio e possiamo ammirare le principali costellazioni. Una dopo l'altra, tutte ordinate come volle la fantasia degli uomini delle antiche civiltà, esse sfilano nella volta celeste di moto lento e circolare (il famoso moto perfetto delle stelle che è soltanto apparente, poiché è la Terra a girare su se stessa) avendo come centro la stella polare, il "perno" settentrionale dell'asse celeste intorno al quale ruota, apparentemente, l'intero firmamento. La stella polare (a Polaris) è la stella principale dell'Orsa minore denominata anche il "piccolo carro", per la sua forma e in contrapposizione all'Orsa maggiore denominata "grande carro". L'Orsa minore, a parte la stella polare, è formata da stelle con bassa luminosità (magnitudine) quindi difficilmente visibili se si osservano in vicinanza di fonti luminose. Qui a Vivara l'Orsa minore si intravede ancora bene. Possiamo considerare questa piccola costellazione un "indicatore della qualità" del cielo notturno; dove è ancora visibile, anche se si intravede soltanto, lì vuol dire che l'inquinamento luminoso non è eccessivo. In città l'Orsa minore non esiste nel cielo notturno, come non esistono centinaia di stelle e di piccole costellazioni, offuscate dalle luci eccessive.
Volgendo lo sguardo verso sud, il nostro sguardo è colpito da una serie di stelle abbastanza luminose ed in particolare da una di loro dal colore rossiccio. Si tratta di Antares, che significa "la Rivale di Marte", stella principale della costellazione dello Scorpione, facilmente osservabile in quanto si staglia con le sue stelle luminose verso sud, non alzandosi mai di molto dall'orizzonte. Subito ad est della coda dello scorpione, anch'esso facilmente riconoscibile, troviamo il Sagittario, bellissima costellazione famosa soprattutto per essere una regione di spazio ricca di oggetti stellari e non: nebulose, ammassi, galassie ecc. E per finire ad ovest dello scorpione troviamo la Bilancia, costellazione non molto luminosa che una volta formava le chele del vicino Scorpione. Queste sono le tre costellazioni dello zodiaco visibili verso sud durante questi giorni estivi.
Continuiamo il nostro itinerario tra le costellazioni provando ora ad alzare lo sguardo verso l'alto. Partendo da ovest troviamo la costellazione di Boote con la stella Arturo (la quale ispirò la scrittrice Elsa Morante nel dare all'isola di Procida l'appellativo di "isola di Arturo") la seconda dopo la stella Sirio per luminosità; lì accanto troviamo una piccola costellazione che forma un semicerchio dal nome di Corona Boreale con la stella Alphecca o Gemma, e continuando incontriamo Ercole fino ad arrivare alle costellazioni del già osservato "triangolo estivo". Ma proprio in questa regione del cielo siamo colpiti dalla presenza più bella, più affascinante del firmamento, qualcosa che ha colpito da sempre chi si è soffermato ad osservarla. Si tratta di una lunga scia luminosa la quale, partendo dalla costellazione di Cassiopea, attraversa e spacca in due il Cigno fino a gettarsi a sud nel Sagittario. A questa scia luminosa che attraversa il cielo notturno gli antichi osservatori del cielo attribuirono il nome di Via Lattea. Soltanto nel 1600, grazie a Galileo Galilei ed al suo primordiale telescopio, si riuscì a capire la vera natura di quell'alone biancastro che attraversa il cielo, prima considerato un effetti di riflessione della luce solare e lunare. Galilei con le sue osservazioni scoprì che si trattava in realtà di uno sciame di stelle il cui numero oggi è stimato intorno ai cento miliardi. Purtroppo la Via Lattea è una delle vittime dell'inquinamento luminoso. Da Vivara essa appare intatta verso sud, nel Sagittario, lontano dalle luci, mentre è ormai difficilmente visibile il primo tratto che va da Cassiopea fino al Cigno, a causa delle luci emesse dalla città di Napoli e dalla costa Flegrea. Basta un piccolo binocolo per rendersi conto della moltitudine di stelle che compongono la Via Lattea, e se si osserva la regione che fa da sfondo alla costellazione del Sagittario (dove si trova il centro della Via Lattea) è possibile anche intravedere qualche nebulosa o qualche ammasso di stelle; l'importante è essere al buio e lontani dalle luci!"...il firmamento, a guardarlo,
mi diventa un grande oceano,
sparso di innumerevoli isole, e, fra le stelle,
ricercavo aguzzando lo sguardo quelle di cui conoscevo i nomi:
Arturo,
prima di tutte le altre.."
[E. Morante - L'isola di Arturo]