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Non
passano giorni che l’isolotto di Vivara non assurge agli onori della
cronaca. Vivara, ora Riserva Naturale dello Stato, subisce giorno per
giorno uno stato di abbandono e di degrado, da una parte perché non è
stata consegnata all’organo di gestione dall’altro per la presenza nel
predetto organo di gestione di un Presidente, il Duca Amedeo di Aosta,
che secondo il W.W.F Campania, è assolutamente improduttivo. Non
sappiamo come, se e quando, il Duca deciderà di impegnarsi per i
problemi che vive l’isolotto di Vivara, affaccendato com’è in questi
giorni con i suoi problemi legati alla relazione extra coniugale, di cui
si è registrata ampia risonanza sui maggiori organi di stampa
nazionali,. Intanto visto che in quel pezzetto di terra ognuno fa quel
che vuole abbiamo scoperto che l’altare della piccola cappella nella
villa patronale del 1681 è divenuto oggetto di riti satanici e le
scritte presenti sono emblematiche. Croci capovolte, scritte inneggianti
il demonio, numeri apposti in combinazioni il cui significato è
inequivocabile: l’adorazione a satana! Ancora, vandali che hanno
distrutto ed asportato l’intero pavimento, numerosi bracconieri presenti
in zona, numerose frane avvenute nello
scorso mese di febbraio che
qualcuno attribuisce proprio agli scavi archeologici effettuati negli
scorsi decenni, completano il quadro desolante ma significativo
dell’abbandono che vive l’isolotto di Vivara. Riguardo a quest’ultima
circostanza, questa delle frane, vorremmo precisare che da accertamenti
in loco si è constatato che dopo gli scavi archeologici vennero
realizzate delle opere di contenimento
con reti di acciaio ma non ovunque, ed il costone ha ceduto proprio
nella parte non recintata, sotto la zona degli scavi. Quindi un
quadro assolutamente desolante di cui portano la responsabilità il
Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli – perché con tanti ambientalisti
campani ha nominato Presidente della Riserva il Duca Amedeo di Aosta,
che certamente non vive in zona – ma soprattutto il Presidente della
Giunta Regionale della Campania, Antonio Bassolino, colpevole di non
aver ancora (!) consegnato il bene all’Ente di Gestione. Nonostante le
numerosissime sollecitazioni non si capisce il motivo per cui la Regione
rimane inerte e trattiene a sé la titolarità della gestione
territoriale. Unica presenza positiva quella di alcuni giovani che si
sono raggruppati in un’Associazione: «isola di Vivara» che cercano
disperatamente di salvare l’isolotto dal degrado, dallo stato di
abbandono e soprattutto dalla disponibilità di fuorilegge e disperati
che a quanto pare non avendo di meglio da fare si son ridotti a
praticare i riti satanici. Se è questo il modo per lo Stato di
proteggere Vivara, noi restiamo a braccia aperte.
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