da Il Golfo di lunedì 5 dicembre 2005

Un isolotto sempre più abbandonato a se stesso per colpa del Governatore Bassolino

 

Riti satanici sull’altare della villa patronale di Vivara

 

Oltre alle scritte sataniche, presenti in zona vandali e bracconieri. E del Duca Amedeo di Aosta non si hanno notizie

 

Non passano giorni che l’isolotto di Vivara non assurge agli onori della cronaca. Vivara, ora Riserva Naturale dello Stato, subisce giorno per giorno uno stato di abbandono e di degrado, da una parte perché non è stata consegnata all’organo di gestione dall’altro per la presenza nel predetto organo di gestione di un Presidente, il Duca Amedeo di Aosta, che secondo il W.W.F Campania, è assolutamente improduttivo. Non sappiamo come, se e quando, il Duca deciderà di impegnarsi per i problemi che vive l’isolotto di Vivara, affaccendato com’è in questi giorni con i suoi problemi legati alla relazione extra coniugale, di cui si è registrata ampia risonanza sui maggiori organi di stampa nazionali,. Intanto visto che in quel pezzetto di terra ognuno fa quel che vuole abbiamo scoperto che l’altare della piccola cappella nella villa patronale del 1681 è divenuto oggetto di riti satanici e le scritte presenti sono emblematiche. Croci capovolte, scritte inneggianti il demonio, numeri apposti in combinazioni il cui significato è inequivocabile: l’adorazione a satana! Ancora, vandali che hanno distrutto ed asportato l’intero pavimento, numerosi bracconieri presenti in zona, numerose frane avvenute nello scorso mese di febbraio che qualcuno attribuisce proprio agli scavi archeologici effettuati negli scorsi decenni, completano il quadro desolante ma significativo dell’abbandono che vive l’isolotto di Vivara. Riguardo a quest’ultima circostanza, questa delle frane, vorremmo precisare che da accertamenti in loco si è constatato che dopo gli scavi archeologici vennero realizzate delle  opere di contenimento con reti di acciaio ma non ovunque, ed il costone ha ceduto proprio nella parte non recintata, sotto la zona degli scavi. Quindi un quadro assolutamente desolante di cui portano la responsabilità il Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli – perché con tanti ambientalisti campani ha nominato Presidente della Riserva il Duca Amedeo di Aosta, che certamente non vive in zona – ma soprattutto il Presidente della Giunta Regionale della Campania, Antonio Bassolino, colpevole di non aver ancora (!) consegnato il bene all’Ente di Gestione. Nonostante le numerosissime sollecitazioni non si capisce il motivo per cui la Regione rimane inerte e trattiene a sé la titolarità della gestione territoriale. Unica presenza positiva quella di alcuni giovani che si sono raggruppati in un’Associazione: «isola di Vivara» che cercano disperatamente di salvare l’isolotto dal degrado, dallo stato di abbandono e soprattutto dalla disponibilità di fuorilegge e disperati che a quanto pare non avendo di meglio da fare si son ridotti a praticare i riti satanici. Se è questo il modo per lo Stato di proteggere Vivara, noi restiamo a braccia aperte.

 

Mauro Iovino

Procida