Il 14 luglio 2004 sono state girate a Vivara delle riprese che faranno parte di un documentario sulla fauna e flora delle piccole isole; il documentario lo vedremo la prossima stagione televisiva sui canali RAI nella trasmissione Geo&Geo. L'esperto della fauna insulare intervenuto nelle riprese č prof. M. Fraissinet, giā studioso ornitologo dell'isola dagli inizi degli anni '80, del quale riportiamo una e-mail che ci ha inviato la sera stessa delle riprese.
Cari
amici,
questa mattina sono stato sull'isola di Vivara per le riprese di un documentario sulla fauna insulare che andrā in onda nella prossima stagione di GEO&GEO della RAI.
Per chi non lo sapesse Vivara č una splendida isola disabitata di 32 ettari posta al centro del Golfo di Napoli tra Procida e Ischia.
Su quell'isola mi sono recato tutti i mesi dal 1980 al 1990, fermandomi a dormire almeno una o due notti per mese, per studiare la migrazione degli uccelli.
Ora mi rendo conto di essere stato un privilegiato. Non a tutti capita di poter vivere su di un'isola disabitata avendo a disposizione una cucina con un antico camino gigantesco, una casa con tanti letti, una casa padronale del '600 bellissima. Ma soprattutto non a tutti capita di provare le emozioni di quando si resta, insieme agli amici della spedizione, da soli su di un'isola disabitata al tramonto e si vedono, quando fa buio, le luci di Ischia, Procida, Pozzuoli, Napoli, Sorrento e Capri.
Insomma non mettevo piede sull'isola dal 1990, fatta eccezione per una puntata fugace nel 1994 con un gruppo di consiglieri regionali. Questo di stamattina era quindi un ritorno dopo 14 anni di assenza ed ero alquanto emozionato.
In effetti č andata meglio di quanto pensassi,
nel senso che le emozioni non sono state tanto forti, e in ogni caso tutte volte
al positivo. Ho trovato l'isola in una condizione vegetazionale eccezionale. La
macchia mediterranea č cresciuta in una maniera splendida e oggi alcune zone del
sentiero che 14 anni fa erano assolate sono completamente in ombra. L'isola č
molto pulita, e penso che il merito vada ai procidani della
Protezione Civile
che la custodiscono con amore.
É raccapricciante purtroppo lo spettacolo di devastazione che hanno subito le dimore poste sul pianoro. In particolare dā fastidio vedere lo sfregio che ha dovuto subire l'altare e il pavimento seicentesco della casa padronale.
Mi ha colpito una cosa: ricordavo e ho riconosciuto i vari alberi posti lungo il percorso che dall'ingresso porta al pianoro. I corbezzoli, gli olivi, le roverelle, le eriche arboree, i carrubi, me li ricordavo tutti e li ho rivisti come si rivede e si rincontrano dei vecchi amici che non si vedono da anni. Li ho trovati tutti in ottime condizioni. Sta ancora bene, ad esempio, la gigantesca Roverella posta nelle vicinanze della fontanella; č ulteriormente cresciuto il carrubo che sta prima della casa.
Un'emozione l'ho provata alla fine, quando ho riattraversato il ponte per tornare indietro: quante volte l'avevo fatto? Le ho contate: almeno 220 - 230 volte in dieci anni. E ogni volta con il dispiacere di lasciare quella splendida isola ..... un po' anche la mia isola.
Per gli amici ornitologi segnalo che ho trovato, come novitā rispetto agli anni '80, la nidificazione di alcune coppie di Pigliamosche nella zona delle abitazioni e la gradita sorpresa della nidificazione di una coppia di Falco pellegrino. Questi sono alquanto confidenti e "animano" l'isola con le loro grida ed evoluzioni aree.
Un cordiale saluto
Maurizio Fraissinet