L'inverno non vuole lasciarci
Davide Zeccolella
Oggi
nel meriggio c'era un forte vento di scirocco sull'isolotto, forse l'ultima vera
ventazzata bella ed energizzante per questa stagione, con potenti onde e, dopo
aver trascorso questi giorni di pioggia a studiare correnti maree ed onde, non
poteva mancare una visita fotografica all'isolotto. La gioia mi invadeva già sul
ponte, passare dalla teoria della carta stampata alla pratica delle tempeste è
davvero il massimo ... dalla teoria alla pratica ... e che pratica!!!.
Quando si va a Vivara dopo più di una settimana, in questi periodi, si trova
sempre qualcosa 'di nuovo'. Ed ecco fiorite le profumatissime ginestre spinose
che subito danno il benvenuto al visitatore, formando un corridoio giallo oro
sulla discesa che porta al ponte e che, insieme alle euforbie, formano delle
macchie giallo oro lungo le pareti scoscese dell'isola. Alcuni spruzzi di onde
sorpassavano il ponte ... pare volessero impedirmi di salire, ma il tutto fa
parte del gioco:
non
lasciarsi 'sommergere' nell'attraversarlo (il ponte). Ma ciò che veramente è da
segnalare è la prima orchidea selvatica fiorita, l'orchidea farfalla (detta dai
puristi Orchis papilionacaea), preziosa e rara come tutte le orchidee, i
gioielli di Vivara. In fiore anche l'Iris.
Nel mondo alato anche qui nuovi arrivi: una quaglia sul pianoro, una balia nera,
un usignolo e un codirosso. Ma il più simpatico resta il piccolo Luì verde,
minuto e sempre attivo, intento a cercare qualche larva tra i fiori dell'erica;
e ciò che colpisce è che lo fa in volo, tipo i colibrì.
Una visita di solo due ore, i venti del sud mi hanno graziato solo per due ore,
poi di nuovo la pioggia. E sul ponte, di ritorno, il vento e le onde si erano
intensificati e solo I GABBIANI parevano festeggianti di tutto ciò: nei loro
voli a vela e tuffi in aria si divertivano da matti a governare la tempesta ...
ah, che roba ... fossi gabbiano!
Davide Z.
[11.04.05]