I
corbezzoli sono dei piccoli frutticini color rosso, prodotti nella stagione
autunnale della pianta cara a Plinio il Vecchio, il Corbezzolo Arbutus unedo.
Quest'arbusto è molto diffuso
sull'isola di Vivara, dove di frequente raggiunge le dimensioni di un piccolo
albero, nei versanti che volgono a NW ed a SE; nei mesi invernali la pianta del
corbezzolo si presenta rivestita contemporaneamente dei suoi fiori bianchi e dei
caratteristici frutti rossi e proprio grazie a questa sua peculiarità in
epoca risorgimentale divenne un simbolo patriottico, poiché con il bianco
dei fiori, il rosso dei suoi frutti ed il verde vivissimo delle sue foglie, aveva
i tre colori della bandiera italiana.
In autunno i corbezzoli rappresentano
la nota più bella nel panorama della vegetazione dell'isolotto di Vivara.
Chi si reca sull'isola nei mesi di ottobre e novembre sa apprezzare il dolce sapore
dei corbezzoli che trova fin dal primo tratto del sentiero principale, avendo
però l'accortezza di non mangiarne troppi, date le sue note proprietà
lassative! Ci avvisa di questo anche il nome scientifico di Arbutus unedo, che
significa "Unum et do" vale a dire "Uno e basta". Dei corbezzoli di Vivara
parla anche la famosa scrittrice Elsa Morante nel suo romanzo "L'isola di
Arturo" ambientato nella vicina isola di Procida:
"
e i suoi labbri,
un poco screpolati
dal freddo,
somigliavano a certi frutticini rossi
(sempre un poco rosicchiati
dai conigli selvatici)
che crescono a Vivara."
[Morante E., L'isola di Arturo]
[Maggio, 2003]