Percnon gibbesi (H. Milne Edwards, 1853) a Vivara
di Costantino D'Antonio & Davide Zeccolella
Descritto per la
prima nel 1853 da H. Milne Edwards, Percnon gibbesi è un granchio tipico
delle coste Atlantiche (dalla Florida al Brasile e dall’isola di Madeira al
Golfo di Guinea) e di quelle pacifiche dalla Baja di California al Cile
settentrionale.
La sua presenza
nel mar Mediterraneo è “cosa” recente, infatti solo nel 1999 fu scoperto il
primo esemplare in Italia, nell’isola di Linosa. Dopo la scoperta, il mondo
scientifico si è mobilitato alla ricerca di questo nuovo “ospite” del
Mediterraneo; così l’anno successivo fu trovato nell’isole Baleari e a
Pantelleria e lungo le coste siciliane; nel 2002 a Malta, in Sardegna
meridionale e nella Calabria tirrenica; nel 2003 nella Calabria ionica. Quest’anno,
il suo areale di diffusione si è accresciuto ulteriormente: in seguito ad una
nota presentata al 35° Congresso di Biologia Marina, tenuto lo scorso luglio a
Genova, due ricercatori campani (prof. Russo e dr. Villani) hanno registrato la
presenza del granchio Grapsidae, anche nelle isole di Ischia e di Ponza.
Di questi giorni è invece la scoperta di una popolazione, abbastanza consistente nelle acque del golfo di Genito, a Vivara, lì dove dovrebbe esserci la Riserva marina “Regno di Nettuno”. Gli esemplari osservati avevano le dimensioni variabili dai 12 ai 16 centimetri; sono stati osservati mentre mangiavano le incrostazioni algali delle rocce ad una profondità variabile dai 2 ai 5 metri; nell’80% dei casi gli esemplari erano da soli, altrimenti in coppia.
Nota al momento solo del Mediterraneo occidentale, Percnon gibbesi deve, probabilmente, il suo successo di colonizzatore a grande capacità di adattamento, strategia larvale, condizioni ambientali favorevoli (probabilmente legate ai recenti cambiamenti microclimatici) e all’assenza di competitori, dovuti alla presenza di una nicchia ecologica trovata vuota.
[Luglio 2004]
[Le foto sono di:
in alto è di Guido Picchetti, che ringraziamo per averci concesso la pubblicazione della sua foto tratta dal sito www.mondomarino.net;
in basso di Costantino D'Antonio]