Escursione “entomologica” a Vivara
La nostra escursione (dico "nostra" perchè
ero con Davide e Costantino) è incominciata poco dopo le otto e trenta, con il
cielo velato, ma una temperatura niente affatto bassa. A causa delle condizioni
atmosferiche non c’erano molte farfalle diurne in volo; abbiamo osservato alcuni
Ditteri, Coleotteri e ... microlepidotteri. I microlepidotteri sono delle
farfalle molto piccole (ad ali aperte misurano solitamente da pochi millimetri
ad un centimetro) che non sono tutte strettamente imparentate tra loro, bensì
appartengono a diverse famiglie. Alcuni microlepidotteri sono diurni; altri sono
notturni, ma in entrambi i casi è facile vederli in volo, agitando la
vegetazione con un bastone. Specie diverse hanno strategie diverse per
difendersi quando vengono disturbate: gli individui di alcune specie si lasciano
cadere nel folto dei cespugli ed è impossibile ritrovarli, mentre quelli di
altre specie si alzano in volo, anche in caso di condizioni atmosferiche
sfavorevoli, ed è allora possibile raccoglierli col retino.
In
questo modo abbiamo osservato la presenza di alcuni microlepidotteri non ancora
segnalati per l'isolotto:
1) Micropterix cfr. aruncella (famiglia Micropterigidae). Questa specie appartiene ad una famiglia molto primitiva di farfalle, i cui rappresentanti non succhiano il nettare dei fiori, bensì ne mangiano il polline. Infatti, al contrario della maggior parte delle farfalle, non hanno “ancora” evoluto la spirotromba, ossia la “cannuccia” con la quale le altre farfalle succhiano il nettare. Al contrario, hanno conservato le mandibole, che sono scomparse nelle farfalle dotate di spirotromba.
2)
Phyllonorycter sp. (famiglia
Gracillariidae).
Abbiamo
osservato molti individui appartenenti a questo genere di farfalle, ma potrebbe
trattarsi di più specie diverse dello stesso genere. Infatti le farfalle del
genere Phyllonorycter sono tutte molto simili tra loro ed occorrono
attenti esami microscopici per riconoscerle. I bruchi dei Phyllonorycter
scavano gallerie all’interno delle foglie di diversi alberi e arbusti, ma
ciascuna specie preferisce una determinata specie di pianta, per cui è più
facile riconoscere individui che si siano allevati a partire dai bruchi (ammesso
che si sappia riconoscere la pianta ospite!). Uno degli individui osservati
stava volando attorno ad un cespuglio di Lotus corniculatus in prossimità
del ponte.
3) cfr. Archips podanus (famiglia Tortricidae). Un esemplare alzatosi in volo da un grosso arbusto di Lentisco. Si tratta di una specie comune i cui bruchi si possono nutrire di molte specie di piante.
4)
Pleurota sp. (famiglia Oecophoridae).
Le
specie di questo genere sono caratterizzate da lunghissimi palpi labiali. I
palpi, che sono appendici articolabili, si trovano ai lati della spirotromba e
la proteggono quando, a riposo, l’animale la riavvolge sotto il capo. A causa
dei palpi, gli esemplari del genere Pleurota sembrano avere un
lunghissimo naso ... sono farfalle-Pinocchio!
5)
cfr. Scoparia / Eudonia sp.
(probabilmente Eudonia angustea)
(famiglia
Crambidae). Un individuo posato su un muretto in prossimità di una casa in
rovina. I generi Scoparia ed Eudonia contano in Italia ben 23
specie, tutte molto simili tra loro. I loro bruchi si nutrono di muschi e gli
adulti si trovano spesso posati sui muretti coperti di muschio.
6)
Acrobasis sp. (famiglia Pyralidae).
Le
farfalle del genere Acrobasis sono caratterizzate dalla presenza di un
processo a forma di spina alla base delle antenne; sebbene solo i maschi abbiano
la “spina”, con un po’ di esercizio è possibile riconoscere gli appartenenti a
questo genere dai disegni delle ali. Tuttavia per riconoscere e determinare
senza dubbi le specie del genere Acrobasis (in Italia ce ne sono 9) è
necessario osservare gli individui al microscopio.
7) cfr. Cedestis subfasciella (famiglia Yponomeutidae). L’identificazione di questa specie è molto incerta. I bruchi di C. subfasciella si nutrono di aghi di pino. Sull'Isola è nota anche un'altra specie appartenente a questa famiglia, la comune di Prays oleae.
Abbiamo
anche scorto un piccolo Geometride bianco (probabilmente del genere Idaea
oppure Scopula) che si è dileguato tra i cespugli di Erica arborea
prima che potessimo esaminarlo.
I Geometridi sono farfalle notturne e non
appartengono ai microlepidotteri, perché questa famiglia comprende anche specie
piuttosto grandi.
Abbiamo osservato anche alcuni bruchi: uno di essi aveva riunito tra loro con la seta diversi boccioli di Cisto e si nutriva scavando gallerie nei boccioli stessi.
Alla fine della nostra gita, verso
mezzogiorno, è finalmente uscito il sole ed abbiamo potuto osservare anche
alcune farfalle diurne.
In particolare, abbiamo visto un maschio ed una femmina
di Lasiommata megera che si rincorrevano in un prato di trifogli fioriti
ed una Vanessa atalanta (detta anche Vulcano) che prendeva il sole sul
ramo di una Fillirea. Sono entrambe specie piuttosto comuni e Davide mi dice per
esperienza che la Lasiommata megera (detta anche Megera) è una delle
farfalle più comuni sull’isola. La Megera appartiene
alla famiglia Satiridi; ama
posarsi sulle pietre al sole (infatti l’abbiamo osservata in prossimità della
casa in rovina) ed i suoi bruchi si nutrono di Poacee, cioè di “erba”. Al
contrario, la Vulcano fa parte della famiglia Ninfalidi ed i suoi bruchi si
nutrono di ortiche e di Parietaria.
Tra gli altri insetti che abbiamo
osservato, numerosi erano i Ditteri Sirfidi. Questi sono mosche che hanno
evoluto una colorazione molto simile a quella delle vespe per spaventare i
predatori, ma sono assolutamente innocui. Quando
volano, sono capaci di muovere
le ali in maniera tale da rimanere sospesi nel vuoto senza spostarsi in alcuna
direzione. Costantino ne ha fotografato uno particolarmente grande e bello, del
genere Volucella. Numerosi erano anche i veri Imenotteri, come i bombi, e
i Coleotteri; di questi ultimi abbiamo contato almeno tre specie (tra cui la
comune Cetonia aurata) sui Cisti e sulle ombrelle delle Ferule. Abbiamo
anche osservato numerose larve di Coleotteri che scavavano corte gallerie nelle
foglie dei Cisti. La specie ci è ignota. Infine, per quanto riguarda gli
Emitteri, a parte i numerosi Afidi (pidocchi delle piante), abbiamo visto la
simpatica cimice “milanista” (Graphosoma semipunctatum).
Fonti iconografiche:
La foto di Pleurota bicostella è tratta da:
http://perso.wanadoo.fr/lepidofrance/Pleurota_bicostella.htm
La foto di Micropterix aruncella è tratta da:
Kaltenbach, T. & Küppers, P.V., 1987: Klein Schmetterlinge beobachten – bestimmen. Neumann-Neudamm Editore, Melsungen, 288 pp.
Le foto di Phyllonorycter platanoidella e di Acrobasis consociella (quest’ultima è una femmina) sono tratte da:
La foto di Archips podana è tratta da:
http://www.danskesommerfugle.dk
La foto di Eudonia angustea è tratta da:
http://perso.wanadoo.fr/lepidofrance/Eudonia_angustea.htm
La foto di Idaea rusticata è tratta da:
http://www.rodeland.de/fotos/lepidoptera/idaea_rusticata.htm
Le altre foto sono di Costantino D..
[14.V.2005]