Escursione “entomologica” a Vivara

 

di Francesca Vegliante

 

 

La nostra escursione (dico "nostra" perchè ero con Davide e Costantino) è incominciata poco dopo le otto e trenta, con il cielo velato, ma una temperatura niente affatto bassa. A causa delle condizioni atmosferiche non c’erano molte farfalle diurne in volo; abbiamo osservato alcuni Ditteri, Coleotteri e ... microlepidotteri. I microlepidotteri sono delle farfalle molto piccole (ad ali aperte misurano solitamente da pochi millimetri ad un centimetro) che non sono tutte strettamente imparentate tra loro, bensì appartengono a diverse famiglie. Alcuni microlepidotteri sono diurni; altri sono notturni, ma in entrambi i casi è facile vederli in volo, agitando la vegetazione con un bastone. Specie diverse hanno strategie diverse per difendersi quando vengono disturbate: gli individui di alcune specie si lasciano cadere nel folto dei cespugli ed è impossibile ritrovarli, mentre quelli di altre specie si alzano in volo, anche in caso di condizioni atmosferiche sfavorevoli, ed è allora possibile raccoglierli col retino. In questo modo abbiamo osservato la presenza di alcuni microlepidotteri non ancora segnalati per l'isolotto:

1)     Micropterix cfr. aruncella (famiglia Micropterigidae). Questa specie appartiene ad una famiglia molto primitiva di farfalle, i cui rappresentanti non succhiano il nettare dei fiori, bensì ne mangiano il polline. Infatti, al contrario della maggior parte delle farfalle, non hanno “ancora” evoluto la spirotromba, ossia la “cannuccia” con la quale le altre farfalle succhiano il nettare. Al contrario, hanno conservato le mandibole, che sono scomparse nelle farfalle dotate di spirotromba.

2)     Phyllonorycter sp. (famiglia Gracillariidae). Abbiamo osservato molti individui appartenenti a questo genere di farfalle, ma potrebbe trattarsi di più specie diverse dello stesso genere. Infatti le farfalle del genere Phyllonorycter sono tutte molto simili tra loro ed occorrono attenti esami microscopici per riconoscerle. I bruchi dei Phyllonorycter scavano gallerie all’interno delle foglie di diversi alberi e arbusti, ma ciascuna specie preferisce una determinata specie di pianta, per cui è più facile riconoscere individui che si siano allevati a partire dai bruchi (ammesso che si sappia riconoscere la pianta ospite!). Uno degli individui osservati stava volando attorno ad un cespuglio di Lotus corniculatus in prossimità del ponte.

3)     cfr. Archips podanus (famiglia Tortricidae). Un esemplare alzatosi in volo da un grosso arbusto di Lentisco. Si tratta di una specie comune i cui bruchi si possono nutrire di molte specie di piante.

4)     Pleurota sp. (famiglia Oecophoridae). Le specie di questo genere sono caratterizzate da lunghissimi palpi labiali. I palpi, che sono appendici articolabili, si trovano ai lati della spirotromba e la proteggono quando, a riposo, l’animale la riavvolge sotto il capo. A causa dei palpi, gli esemplari del genere Pleurota sembrano avere un lunghissimo naso ... sono farfalle-Pinocchio!

5)     cfr. Scoparia / Eudonia sp. (probabilmente Eudonia angustea) (famiglia Crambidae). Un individuo posato su un muretto in prossimità di una casa in rovina. I generi Scoparia ed Eudonia contano in Italia ben 23 specie, tutte molto simili tra loro. I loro bruchi si nutrono di muschi e gli adulti si trovano spesso posati sui muretti coperti di muschio.

6)     Acrobasis sp. (famiglia Pyralidae). Le farfalle del genere Acrobasis sono caratterizzate dalla presenza di un processo a forma di spina alla base delle antenne; sebbene solo i maschi abbiano la “spina”, con un po’ di esercizio è possibile riconoscere gli appartenenti a questo genere dai disegni delle ali. Tuttavia per riconoscere e determinare senza dubbi le specie del genere Acrobasis (in Italia ce ne sono 9) è necessario osservare gli individui al microscopio.

7)     cfr. Cedestis subfasciella (famiglia Yponomeutidae). L’identificazione di questa specie è molto incerta. I bruchi di C. subfasciella si nutrono di aghi di pino. Sull'Isola è nota anche un'altra specie appartenente a questa famiglia, la comune di Prays oleae.

Abbiamo anche scorto un piccolo Geometride bianco (probabilmente del genere Idaea oppure Scopula) che si è dileguato tra i cespugli di Erica arborea prima che potessimo esaminarlo. I Geometridi sono farfalle notturne e non appartengono ai microlepidotteri, perché questa famiglia comprende anche specie piuttosto grandi.

Abbiamo osservato anche alcuni bruchi: uno di essi aveva riunito tra loro con la seta diversi boccioli di Cisto e si nutriva scavando gallerie nei boccioli stessi.

Alla fine della nostra gita, verso mezzogiorno, è finalmente uscito il sole ed abbiamo potuto osservare anche alcune farfalle diurne. In particolare, abbiamo visto un maschio ed una femmina di Lasiommata megera che si rincorrevano in un prato di trifogli fioriti ed una Vanessa atalanta (detta anche Vulcano) che prendeva il sole sul ramo di una Fillirea. Sono entrambe specie piuttosto comuni e Davide mi dice per esperienza che la Lasiommata megera (detta anche Megera) è una delle farfalle più comuni sull’isola. La Megera appartiene alla famiglia Satiridi; ama posarsi sulle pietre al sole (infatti l’abbiamo osservata in prossimità della casa in rovina) ed i suoi bruchi si nutrono di Poacee, cioè di “erba”. Al contrario, la Vulcano fa parte della famiglia Ninfalidi ed i suoi bruchi si nutrono di ortiche e di Parietaria.

Tra gli altri insetti che abbiamo osservato, numerosi erano i Ditteri Sirfidi. Questi sono mosche che hanno evoluto una colorazione molto simile a quella delle vespe per spaventare i predatori, ma sono assolutamente innocui. Quando volano, sono capaci di muovere le ali in maniera tale da rimanere sospesi nel vuoto senza spostarsi in alcuna direzione. Costantino ne ha fotografato uno particolarmente grande e bello, del genere Volucella. Numerosi erano anche i veri Imenotteri, come i bombi, e i Coleotteri; di questi ultimi abbiamo contato almeno tre specie (tra cui la comune Cetonia aurata) sui Cisti e sulle ombrelle delle Ferule. Abbiamo anche osservato numerose larve di Coleotteri che scavavano corte gallerie nelle foglie dei Cisti. La specie ci è ignota. Infine, per quanto riguarda gli Emitteri, a parte i numerosi Afidi (pidocchi delle piante), abbiamo visto la simpatica cimice “milanista” (Graphosoma semipunctatum).

 

 

Fonti iconografiche:

 

La foto di Pleurota bicostella è tratta da:

http://perso.wanadoo.fr/lepidofrance/Pleurota_bicostella.htm

 

La foto di Micropterix aruncella è tratta da:

Kaltenbach, T. & Küppers, P.V., 1987:  Klein Schmetterlinge beobachten – bestimmen. Neumann-Neudamm Editore, Melsungen, 288 pp.

 

Le foto di Phyllonorycter platanoidella e di Acrobasis consociella (quest’ultima è una femmina) sono tratte da:

http://ukmoths.org.uk

 

La foto di Archips podana è tratta da:

http://www.danskesommerfugle.dk

 

La foto di Eudonia angustea è tratta da:

http://perso.wanadoo.fr/lepidofrance/Eudonia_angustea.htm

 

La foto di Idaea rusticata è tratta da:

http://www.rodeland.de/fotos/lepidoptera/idaea_rusticata.htm

 

Le altre foto sono di Costantino D..

 [14.V.2005]