Vespa crabro crabro Linneo, 1758 a Vivara

 

di Costantino D'Antonio

 

1.jpgI Calabroni presenti a Vivara appartengono alla specie Vespa crabro Linneo, 1758, in particolare alla sottospecie nominale.2.jpg

La specie è diffusa in tutto l’emisfero settentrionale e in Italia, nelle regioni meridionali, è presente anche la congenere orientalis Linneo, 1771. 3.jpgQueste due specie sono facilmente distinguibili, perchè V. orientalis ha le mandibole rosse (e non gialle come crabro), la colorazione del torace e dell'addome è più chiara di crabro e le ali presentano sfumature violacee. 4.jpg

Il Calabrone può superare in alcuni individui la lunghezza di 4 centimetri ed è la Vespa più grande d’Europa. 7.jpgNonostante il suo pungiglione sia poco più lungo di 3 millimetri, il Calabrone è il meno aggressivo tra gli imenotteri e solitamente non punge, se non molestato.

5.jpgLa sua vita si basa su interazioni di tipo gerarchico: all’interno del gruppo è possibile riconoscere una regina (l’unica che si riproduce), le operaie, i maschi e le femmine fecondabili.

Il6.jpg nido (vespaio) è costruito nelle cavità degli alberi, nei camini abbandonati, tra le rocce e nel terreno ed è caratterizzato dall’avere una serie di piani paralleli con le cellette esagonali con l’apertura rivolta verso il basso, il tutto avvolto da un rivestimento che ha la consistenza della carta. Vcrabro0601140029.jpgUn nido di calabroni di medie dimensioni può contenere anche 5000 cellette.

Il ciclo vitale inizia in Primavera, quando la regina avvia, dopo lo svernamento, la costruzione del nido, iniziando a costruire le prime cellette ed avviando la costruzione dell’involucro protettivo. Vcrabro0601140035.jpgInizia poi a deporre le uova, mentre le operaie collaborano, dopo qualche settimana, nella costruzione del nido, allestendo altre cellette e, in seguito, nutrendo le larve e mantenendo pulito il vespaio. Vcrabro0601140036.jpg

Alla fine dell’estate sono presenti i maschi e le femmine fecondi, che non partecipano all’allestimento e al mantenimento del nido.Vcrabro0601140032.jpg

In autunno la regina, le operaie e i maschi muoiono. Le giovani femmine fecondate sono le uniche a sopravvivere all’inverno, assicurando in questo modo la nuova colonia in primavera.Vcrabro0601140033.jpg

Il calabrone è un predatore e si nutre di altri insetti anche delle stesse sue dimensioni. Circa 22 anni fa (nel 1984) in provincia di Caserta, in località Variconi presso la riva sinistra della foce del fiume Volturno, ho potuto osservare una “lotta” fra una Mantide religiosa e un Calabrone. Vcrabro0601140036.jpgLa Mantide ebbe la meglio e, immobilizzato il Calabrone con le zampe anteriori, iniziò a divorarlo, vivo, dai primi segmenti addominali.

 

[gennaio 2006]